GERMANO di AUXERRE, santo. - N. ad Auxerre verso il 378, m. a Ravenna il 31 luglio 448. Di famiglia nobile e ricca compì gli studi primari in Gallia,

Tenne l'ufficio per 30 anni conducendo vita austerissima e facendosi fautore del movimento monastico. Fu certamente in relazione con i Lerinesi e con s. Ilario d'Arles. Combatté il pelagianesimo in Inghilterra in due viaggi che vi compì: uno nel 429, mandato da Celestino I (vi rimase fin ca. il 431), e l'altro probabilmente dopo il 444, allorché i Sassoni s'erano impadroniti già di parte dell'isola. Ebbe qualche influenza anche sulla Chiesa d'Irlanda, specialmente con l'invio di s. Patrizio in quell'isola.
Oltre agli interessi spirituali curò quelli materiali della sua diocesi: nel 435 dal prefetto Ausiliario otteneva la diminuzione delle tasse; salvò l'Armorica dalle invasioni alane; e si recò a Ravenna da Galla Placidia e suo figlio Valentiniano III per ottenere il perdono d'una sollevazione degli Armorici. Fu in questa circostanza (448?) che morì a Ravenna, trasportato poi, secondo il suo desiderio, ad Auxerre. Le sue reliquie furono profanate e disperse dagli ugonotti nel 1567. Il culto si diffuse rapidamente ed è uno dei più popolari santi della Francia.