GETHSEMANI (EBR. *GATH-ŠĒMĀNĪM* «STRETTO PER OLIO»)

GETHSEMANI (ebr. *Gath-šēmānīm* «stretto per olio»). — Luogo (Lc. 22, 40), giardino (Jo. 18, 1), podere (Mc. 14, 32; Mt. 26, 36). Volg. villa, *pradium*) in Gerusalemme, al di là del torrente Cedron, ai piedi del Monte Oliveto (Lc. 22, 39; Jo. 18, 1-2) dove Gesù pregò, agonizzò e fu arrestato.

Si può raffigurarlo, secondo il tipo orientale, come una rustica proprietà con alberi di ulivi recinta da un muro a secco, con una grotta sistemata ad abitazione dove era un frantoio da cui prendeva nome. Qui Gesù, durante le sue dimore a Gerusalemme, soleva passare le notti (Lc. 22, 39; Jo. 18, 2) ospite del proprietario, amico o parente; e nella sera del Giovedì Santo, lasciativi gli otto discepoli a riposare, si inoltrò nel giardino e scattò i suoi due di Pietro, Giacomo e Giovanni si immerse nella preghiera, per riunirsi poi con tutti i discepoli, quando Giuda che conosceva il posto (Jo. 18, 2) vi giunse per farlo arrestare. I due luoghi — grotta e giardino — furono fin dai primi secoli oggetto di venerazione, ed

Eusebio nel 330 dice che i fedeli «ancor oggi» vi si riuniscono per pregare; s. Girolamo, nella traduzione latina dell'Oinomastico d'Eusebio (390), aggiunge «nunc ecclesia desuper aedificata» (On., 75), eretta quindi fra il 330 e il 390, probabilmente dall'imperatore Teodosio (379-95). La pellegrina Eteria o Egeria (395) riferisce nel suo itinerario che la sera del Giovedì Santo il clero gerosolimano si recava prima nella «elegante chiesa» dell'Orazione ove era letto il Vangelo dell'agonia, e poi discendeva nel G. (la grotta) ove era letto il Vangelo del tradimento e dell'arresto.

La Chiesa teodosiana, distrutta all'avvento dei Persiani (611) e riedificata dai Crociati con il titolo di S. Salvatore, cadde di nuovo in rovina nel sec. XIII. Avendo il clero locale trasportato di necessità l'ufficialura nella grotta, insensibilmente si ebbe uno spostamento nei sacri ricordi; nella grotta fu messa l'agonia, nel giardino il tradimento e l'arresto.

Oggi il luogo ha ripreso la fisionomia impresa dalla primitiva tradizione. In un recinto giardino che conserva 8 secoli di olivi, probabilmente testimoni della Passione, si eleva sin dal 1924.

La nuova Basilica, riedificata per opera dei Padri francescani di Terra Santa sul piano della chiesa del IV sec. ritrovata nel 1919.

Ca. 100 m. distante dal giardino, la grotta, che nelle nude pareti porta i segni di antica venerazione, ha ripreso il titolo di «grotta del tradimento e dell'arresto». Vedi tav. XXV.

Bibl.: G. Orfali, G., Parigi 1924; D. Baldi, Enchiridion Locorum Sanctorum, Gerusalemme 1935, p. 676. Donato Baldi