GIAMBLICO (ἸΆΜΒΛΙΟΣ, IAMBLICHUS)

GIAMBLICO (Ἰάμβλιος, Iamblichus). - Filosofo neoplatonico, n. a Calci de in Celesiria, m. sotto Costantino il Grande intorno al 330. Della sua vita si hanno scarse notizie, miste a fantastiche leggende, in Eunapio (Vitae Philos. ac Soph.). Fu discepolo del peripatetico Anatolio e poi di Porfirio.

Sua opera principale è un vasto compendio delle dottrine pitagoriche in 10 libri, citati da Siriano col titolo: Συνχωγή τῶν Πυθαγορείων δομμάτων, del quale

restano 5 libri con titoli particolari (v. BIBLICA). Importante per la storia del sincretismo religioso neoplatonico è il libro De mysteriis, del quale, senza seri motivi, fu contestata l'autenticità, ma che oggi è di nuovo generalmente attribuito a G.

Con G. il neoplatonismo diviene sempre più religioso e mistico, pur senza rinunciare alla sua pretesa razionalistica. Sopra l'Uno-Bene di Plotino G. pone il Principio assolutamente ineffabile (ἡ πάντη, ἄρχητος ἀρχή); ma sotto l'Uno Bene le ipotesi triadiche si moltiplicano in artificioso ordine simmetrico. L'in-

flusso di G. nella scuola fu grande: la sua filosofia, che cercava di conciliare con i principi speculativi il politeismo tradizionale, fu seguita con entusiasmo dall'imperatore Giuliano l'Apostata nel suo tentativo di restaurazione pagana.

BIBL.: Opere di G.: De vita Pythagorica, ed. A. Westermann, Parigi 1862 (aggiunto alla ed. Cobetiana di Diogene Laerzio) e A. Nauck, Pietroburgo 1884; Protrepticae o Adhortatio ad philosophiam (nel quale sono conservati preziosi frammenti del Protreptico di Aristotelo), ed. E. Pistelli, Lipsia 1888; De communi mathematica scientia, ed. N. Festa, ivi 1891; In Nicomachii arithmeticum introductionem, ed. E. Pistelli, ivi 1894; Theologonema arithmeticae (dubbio), ed. V. De Falco, ivi 1922; De mysteriis, greco-lat., ed. G. Parther, Berlino 1857. Tra le opere perdute importante la Teologia Calduica in 28 libri (citata da Damascio, De primis principis, ed. Car. Aem. Ruelle, Parigi 1880, p. 86); un trattato su L'anima, di cui restano copiosi frammenti in Stobeo, ed. C. Wachsmuth; un trattato su Gli Dei, fonte di Macrobio (Sat., I, 17-23) e di Sallustio, filosofo neoplatonico in De diis et mundo (F. W. A. Mullach, Frag. philos. Graec., III, pp. 30-50). Per le dottrine metafisiche teologiche di G. V. Proclo e Damascio.

Studi: E. Vacherot, Histoire critique de l'Ecole d'Alexandrie, II, Parigi 1846, pp. 126-44; E. Zeller, Die Philosophie der Griechen: Die nacharistotelische Philosophie, Zweite Hälfte, 4ª ed. Lipsia 1903, pp. 735-82; G. Mau e W. Kroll, s. V. in Pauly-Wissowa, coll. 645-51; Überweg, I, 12ª ed., Berlino 1926, pp. 612-17 (bibl.); Th. Whittaker, The Neo-Platonists, 2ª ed., Cambridge 1928, pp. 121-36, 225-28; G. Verbeke, L'évolution de la doctrine du Pneuma du Stoicisme à St Augustin, Parigi-Lovanio 1945, pp. 374-84. Pietro Marrucchi

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“GIAMBLICO (ἸΆΜΒΛΙΟΣ, IAMBLICHUS).” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 229. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/giamblico-iamblios-iamblichus.