GIAMBLICO (Ἰάμβλιος, Iamblichus). - Filosofo neoplatonico, n. a Calci de in Celesiria, m. sotto Costantino il Grande intorno al 330. Della sua vita si hanno scarse notizie, miste a fantastiche leggende, in Eunapio (Vitae Philos. ac Soph.). Fu discepolo del peripatetico Anatolio e poi di Porfirio.
Sua opera principale è un vasto compendio delle dottrine pitagoriche in 10 libri, citati da Siriano col titolo: Συνχωγή τῶν Πυθαγορείων δομμάτων, del quale
restano 5 libri con titoli particolari (v. BIBLICA). Importante per la storia del sincretismo religioso neoplatonico è il libro De mysteriis, del quale, senza seri motivi, fu contestata l'autenticità, ma che oggi è di nuovo generalmente attribuito a G.
Con G. il neoplatonismo diviene sempre più religioso e mistico, pur senza rinunciare alla sua pretesa razionalistica. Sopra l'Uno-Bene di Plotino G. pone il Principio assolutamente ineffabile (ἡ πάντη, ἄρχητος ἀρχή); ma sotto l'Uno Bene le ipotesi triadiche si moltiplicano in artificioso ordine simmetrico. L'in-
flusso di G. nella scuola fu grande: la sua filosofia, che cercava di conciliare con i principi speculativi il politeismo tradizionale, fu seguita con entusiasmo dall'imperatore Giuliano l'Apostata nel suo tentativo di restaurazione pagana.
Studi: E. Vacherot, Histoire critique de l'Ecole d'Alexandrie, II, Parigi 1846, pp. 126-44; E. Zeller, Die Philosophie der Griechen: Die nacharistotelische Philosophie, Zweite Hälfte, 4ª ed. Lipsia 1903, pp. 735-82; G. Mau e W. Kroll, s. V. in Pauly-Wissowa, coll. 645-51; Überweg, I, 12ª ed., Berlino 1926, pp. 612-17 (bibl.); Th. Whittaker, The Neo-Platonists, 2ª ed., Cambridge 1928, pp. 121-36, 225-28; G. Verbeke, L'évolution de la doctrine du Pneuma du Stoicisme à St Augustin, Parigi-Lovanio 1945, pp. 374-84. Pietro Marrucchi