PROCLO, SANTO

PROCLO, santo. - Vescovo di Costantinopoli, m. nel 446; fu nel 426 nominato vescovo di Cizico, dovette però rimanere a Costantinopoli per il rifiuto dei suoi diocesani.

Nel 428-30 insorse dal pergamo contro il vescovo di Costantinopoli, Nestorio, che inveiva contro il titolo «Theotokos» attribuito alla Madonna. Divenuto vescovo di Costantinopoli nel 434, P. si adoperò per mantenere la concordia fra gli antiocheni e gli ortodossi ottenuta nel 433, spianò la via dell'unione ai «Ioanniti» (cultura o latranza della memoria del Crisostomo) e informò gli Armeni sugli errori contenuti nei libri di Teodoro di Mopsuestia. P. introdusse il Trisagio nella liturgia ed è autore di quella formula «Uno della Trinità è stato crocefisso» intorno alla quale si disputò nel sec. VI per il senso monofisico che le si voleva dare.

P., elegante oratore che ricorda un po' il Crisostomo, ha lasciato una quarantina di omelia (la V-a sembra essere piuttosto di Attico) importanti per il loro contenuto mariologico, e sette lettere fra cui il Tomus ad Armenos. Che P. sia anche l'autore di un'ottantina di prediche pseudocrisostomiane, come vuole B. Marx, è sempre dubbio. Festa il 24 nov.

BIBL.: ed. P G 65, 679-888; B. Marx, Proclium, Münster in V. 1940; M. Richard, P. de Constantinople et le théophaschisme, in Rev. d'hist. eccl., 38 (1942), pp. 303-31; id., Aface de Mélitène, P. de Constantinople et la Grande Arménie: Memorial L. Petit, Bucarest 1948, pp. 304-400; B. Altaner, Patrologie, Friburgo in Br. 1950, pp. 294-95 con bibl. Ignazio Ortiz de Urbina