Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Arte Artisti

GIAQUINTO (GIAQUINTO), CORRADO

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GIAQUINTO (GIAQUINTO), CORRADO. - Pittore, n. a Molfetta nel 1703, m. a Napoli nel 1765. A Napoli, nel 1719, dopo brevissima permanenza presso N. M. Rossi, s'aggrega alla scuola del Solimena. Nel 1722 è a Roma, collaboratore di S. Conca, forse fino al 1731, epoca del primo contratto fatto in nome proprio per gli affreschi di S. Nicola dei Lorenesi.

GIAQUINTO (GIAQUINTO), CORRADO - Orazione di Gesù nell'orto. Dipinto nella Galleria del Prado - Madrid.
GIAQUINTO (GIAQUINTO), CORRADO - Orazione di Gesù nell'orto. Dipinto nella Galleria del Prado - Madrid.
(Int. Anderson)

Si trattiene a Roma fino al 1752, spiegando opera feconda ad affresco e ad olio; lascia le opere migliori in S. Lorenzo in Damaso (1741-43), in S. Giovanni Calibita (1741-42), in S. Croce in Gerusalemme (1744-46), in S. Nicola dei Lorenesi (1746; tele ad olio), e a Palazzo Borghese (1747-47); e alterna l'attività romana con frequenti viaggi (Torino 1733 e 1735-39, Macerata, dopo il 1733, Cesena 1750-51) e con l'espletare commissioni da parte di chiese del Lazio e di altre regioni (Rocca di Papa 1739, Napoli 1744-45, Pisa 1751-52). Nel 1753, su invito di Ferdinando VI, si trasferisce a Madrid; vi è creato primo pittore di camera e presidente dell'Accademia di S. Fernando; e, mettendo a profitto le precedenti esperienze, dispiega vasta produzione di alta qualità (Madrid, Prado e Palazzo Reale; Aranjuez, castello). Rientra in patria nel 1762 e si stabilisce a Napoli.

G. fu pittore facile e brioso, che si compiacque di una decorazione brillante, nella quale riuscì a tradurre con gusto rocoeò quanto aveva assimilato dai grandi frescanti del Seicento, di cui può considerarsi diretto continuatore. Completò infatti gli insegnamenti del Solimena con lo studio di L. Giordano e delle opere romane del Lanfranco, di P. da Cortona e specialmente di G. B. Gaulli. Fu soprattutto un colorista raffinato, che, per dar vita ad un mondo fiabesco di pura fantasia, si servì di una gamma cromatica intensa e delicata insieme, ricchissima di velature e mezzetinte, che per la sua preziosa varietà trova pochi riscontri nella pittura contemporanea. La sua pennellata rapida e nervosa, di schietto carattere napoletano, rende quasi sempre più interessanti i bozzetti di fronte alle opere compiute. In Spagna ed in Italia ebbe largo seguito di scolari ed imitatori.

Bibliografia4 opere
BIBL.: anon., s. v. in Thieme-Becker, XIII, pp. 587-90, con bibl.; V. Moschini, G. artista rappresentativo della pittura barocca tarda a Roma, in L'arte, 27 (1924), pp. 104-24; A. de Rinaldis, s. v. in Enc. Ital., XVI (1932), pp. 943-44; M. Loret, I pittori napoletani a Roma nel '700, in Capitolium, 11 (1934), pp. 11-25.

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Di Mario d'Orsi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), coll. 378–379.

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D'Orsi, Mario. “Giaquinto (Giaquinto), corrado.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, coll. 378–379. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/giaquinto-giaquinto-corrado.

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D'Orsi, Mario. “Giaquinto (Giaquinto), corrado.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 378–379. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/giaquinto-giaquinto-corrado.

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