GILBERTO FOLIO. - Vescovo di Hereford e di Londra, m. il 17 febbr. 1187, fu tra gli avversari di s. Tommaso Becket nella lotta contro Enrico II per i diritti della Chiesa in Inghilterra.
Di nobile famiglia anglo-normanna, fattosi monaco a Cluny, ne fu più tardi abate. Nel 1136 patrocinò a Roma la causa di Matilde, figlia di Enrico I, contro Stefano di Blois che le aveva usurpato il regno ed era stato riconosciuto dal Papa. Nel 1139 fu eletto abate di S. Pietro di Gloucester e continuò a sostenere, senza successo, le parti di Matilde.
Fu creato vescovo di Hereford nel 1148 e nel 1162 fu avversario del Becket nella candidatura alla sede primaziale di Canterbury. Il Becket per farselo amico lo fece eleggere, l'anno successivo, vescovo di Londra, ma G., pur accettando la nomina, rifiutò al suo primate la rituale professione di obbedienza e si adoperò per rendere indipendente da Canterbury la propria diocesi. Nel genn. 1164 fu tra i capi della maggioranza dei vescovi che sottoscrissero gli articoli gravemente lesivi per le libertà ecclesiastiche, fatti votare nell'assemblea di Clarendon da Enrico II. In seguito divenne confessore dello stesso Enrico, prestandogli valido aiuto nella lotta contro il primate Becket e rimase nella sua sede anche dopo due scomuniche di questi. Tuttavia l'avversione non gli impedì di biasimare l'assassinio del santo arcivescovo perpetrato dai cavalieri di Enrico.
Fu un uomo dotto, irreprensibile e austero nella vita privata; promosse il bene della religione tra i fedeli
di cui era pastore, ma per la sua natura fredda e calcolatrice fu più temuto che amato, seguito dovunque dalla taccia di malcelata ambizione. Dei suoi scritti sono rimaste moltissime lettere, scritte da abate e da vescovo e un commento al Cantico dei Cantici.