GILDA il SAGGIO, santo. - Monaco bretone, n. nella Gran Bretagna ca. il 493, m. a Rhuys (Vannes) ca. il 570. È chiamato talora anche « Badonico », perché, come confessa egli stesso (De excidio, I, 26: PL. 69, 347) nacque l'anno in cui i Bretoni viniero presso il Monte Badon una famosa battaglia contro i Sassoni. Del resto della sua vita poco si sa con certezza; si può dire che si fece monaco e fu discepolo di s. Ittut nel monastero di Caervorgan (Wales); che ca. il 510 passò in Irlanda a restaurare la fede e i costumi (i quali però non erano caduti così in basso, come appare dai suoi biografi) e vi introdusse una nuova liturgia della Messa; peregrinò a Roma ca. il 520 e nel ritorno si fermò tra i Britanni del continente e fondò a Rhuys un monastero, che, dopo la sua morte, venne chiamato dal suo nome. La sua festa è celebrata il 29 genn.
Opera principale: De excidio et conquestu Britanniae ac flebili castigatione in reges, principes et sacerdotes,
in tre parti: prologo; riassunto della storia dei Britanni dalla invasione dei Romani ai suoi tempi; lettera piena di invettive acerbe ed esagerate contro i cinque regoli Costantino, Vortipor, Cyneglas, Cynan e Maelgwn, senza risparmiare né clero secolare, né popolo (solo i monaci sfuggono al suo flagello), perché si erano dimostrati deboli contro i cattivi costumi importati dagli invasori Pitti e Scoti e non erano migliorati neppure dopo la vittoria di Badon. L'opera dimostra una persona di cultura fuori dell'ordinario, di notevole santità di vita e di grande zelo, conoscitore della S. Scrittura e di diversi Padri; ma lo stile è parecchio oscuro. Altre opere gli vengono attribuite, la cui appartenenza a G. è dibattuta: Liber de poenitentia, 27 canoni che indicano la penitenza da dare a chi si confessa; Oratio pro itineris et navigationis prosperitate, in versi ritmici; Lorica, altra preghiera in versi con la quale si domanda per ciascuna parte del corpo l'aiuto divino contro le malattie. Il suo pensiero è citato anche in una collezione di canoni, di cui parlano s. Colombano (Ep. 1, 4; PL 80, 262) e s. Beda (Hist. eccl., 1, 22; PL 95, 52).