GILDA

GILDA. - Prendono il nome di g. (convivia) i banchetti tenuti all'epoca precristiana e pagana tra le popolazioni nordiche in occasione di matrimoni, funerali ecc., connessi a cerimonie religiose ed accompagnati da sacrifici. L'etimologia del termine g. è di origine non certa. Alcuni studiosi lo pongono in relazione con le prestazioni da effettuarsi da parte dei convitati (geldan, gyldan, gelten « pagare »), altri con la connessione tra il simposio ed il sacrificio pagano (gield, gildi, helt « sacrificio »).

L'origine delle g. rimonta probabilmente all'epoca in cui il singolo non si sentiva ancora sufficientemente protetto dal rapporto di vassallaggio: in origine esse erano insomma delle coniurationes, delle unioni giurate costituite per la mutua difesa dei componenti. Con la diffusione del cristianesimo si vennero a formare g. di carattere prevalentemente religioso, vere e proprie fraternitates. Ognuna di queste g., secondo il Gierke, aveva un santo per protettore, che nella maggior parte dei casi le dava il nome e sul quale si prestava giuramento, manteneva un proprio altare e spesso anche un'apposita cappella. La fondazione di istituzioni di beneficenza o di vicariati, di Messe eterne e di simili donazioni ed oblazioni alla Chiesa, gli atti caritativi ed il sostentamento di pellegrinaggi, nonché l'acquisto delle candele occorrenti per le funzioni religiose ed altre, opere pie erano pertinenti e fine di queste unioni. La cura della sepoltura e la salute dell'anima dei defunti appartenenti alla g. costituivano i doveri principali di queste comunità. Inoltre ogni g. curava regolarmente adunanze tra i propri adepti, riunioni che conservavano, sia a ricordo delle origini pagane sia secondo la prassi cristiana della Cena eucaristica, un carattere religioso. Oltre a queste g. religiose rivestono particolare importanza altre, strette tra mercanti ed artigiani, soprattutto fiorenti in Inghilterra dopo la conquista normanna, in Germania, nei paesi scandinavi. La loro influenza per di più si estendeva non solo all'ambito ad esse proprio, ma era assai più vasta ed abbracciava anche la vita pubblica e quella politica in genere. Alla fine del medioevo le funzioni esplicate dalle g. furono progressivamente assunte in parte dallo Stato e dai comuni, in parte da unioni, società, corporazioni, sindacati.

BIBL.: W. Wilda, Das Gildenwesen im Mittelalter, Halle 1831; O. Gierke, Deutsches Genossenschaftsrecht, I, Berlino 1868, pp. 230 sgg., 321 sgg., 344 sgg.; C. Gross, G. mercatoria, Gottings 1883; K. Hegel, Städte und Gilden der germanischen Völker im Mittelalter, 2 voll., Lipsia 1891; A. Doren, Untersuchungen zur Geschichte der Kaufmannsgilden des Mittelalters (Staats- und sociawissenschaftliche Forschungen, ed. G. Schmölter, 12, 11), ivi 1893; R. Ehrenberg, Gilden, in Handwörterbuch der Staatswissenschaften, ed. J. Conrad, L. Elster, W. Lexis, E. Loening, 3ª ed. V, pp. 11-13 (con bibl.); G. Luzzatto, s. V. in Enc. Ital., XVII, pp. 112-13 (con bibl.). Silvio Furlani
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“GILDA.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 257. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/gilda.