Fu cameriere segreto di Paolo V. Urbano VIII lo fece maggiordono; nel Concistoro del 19 genn. 1626 lo creò cardinale in pectore e lo promulgò il 30 ag. 1627. Inviato legato a latere a Colonia (1635), perché si adoperasse con i delegati delle potenze belligeranti ad avviare trattative di pace (Guerra dei Trent'anni), disperando di riuscirvi, soprattutto per le profondi divergenze tra l'Impero e la Francia, si fece richiamare. La sua missione fu poi condotta a termine da mons. Fabio Chigi nella pace di Vestfalia (1648). Rientrato in Italia, ebbe la leggizione di Ferrara. Fu poi prefetto di S. Congregazioni e protettore di Ordini religiosi. Fu vescovo di Albano (1653-63), della Sabina (1663-66), di Porto (1666-71) e vicario di Roma, ministero che tenne sotto cinque pochefici. È sepolto in S. Andrea della Valle, nella cappella da lui costruita. Aveva edificato in Velletri uno splendido palazzo e ampliato la Piazza del Trivio (ora Cairoli), ove innalzò ad Urbano VIII, di cui era amicissimo, una statua in bronzo, opera del Bernini.
GINETTI, MARZIO
Bibl.: L. Cardella, Memorie storiche de' cardinali, VI, Roma 1793, pp. 269-71; G. Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, XXX, pp. 236-37; A. Leman, Urbani VIII et la rivalità de la France et de la maison d'Autriche de 1613 d 1635. Parigi 1920, passim; Marcellino di S. Teresa, Cronotaxis, in Analect. Ord. Carmelit. Discalceat., 5 (1931-32), pp. 128-29. Angelo Ferrari