MAGGIORDOMO DI SUA SANTITÀ. - È il primo dei prelati palatini e sovrintende ai Palazzi Apostolici.
Fu Alessandro V (1410) a creare la nuova carica di magister domus, che divise con il maestro del S. Ospizio la sovrintendenza dei Palazzi Apostolici. Ma pochi anni dopo Martino V, per non lasciare la famiglia pontificia in mano ad un laico, costituì il praefectus S. Palazzi, staccando il governo del S. Palazzo dalla Camera Apostolica. E con il titolo di prefetto del S. Palazzo si trova ricordato in uno stato del personale dell'a. 1460 sotto Pio II (cf. G. Marini, Archiatri pontifici, II, Roma 1825, p. 152). Più tardi, però, il titolo di prefetto fu cambiato in quello di maggiordomo, per disposizione di Urbano VIII; con breve di Clemente XII del 3 ag. 1731, fu annoverato tra i prelati di fiocchetto. Lo stesso Pontefice, nella cost. Apostolatus, creò in perpetuo il m. di S. S. «gubernatorem conclavia pro bona directione conclavia» e sancì che la sua giurisdizione e le sue facoltà continuassero ad essere in vigore anche nella durata della sede vacante (cf. G. Moroni, XLI, pp. 247-80).
Il m. di S. S. erano sempre insigniti di dignità patriarcale od arcivescovile: elevati al cardinalato, lasciavano l'ufficio o prendevano il titolo di pro-maggiordomo, avendo a fianco un maggiordomo. Con la restaurazione di Pio VI torna il titolo di prefetto del SS. Palazzi Apostolici e maggiordomo di N. Signore (Notizie per l'a. 1818, Roma 1818, p. 187). I compiti del maggiordomo si vennero man mano sempre meglio delineando. Oltre la sorveglianza dei Palazzi Apostolici, ove il maggior-
domo aveva anche giurisdizione civile e criminale, estesa pure al territorio di Castel Gandolfo, egli aveva pure la sorveglianza dell'Ospizio dei Convertendi, di Castel S. Angelo, della Iforeria, dell'Ufficio centrale palatino, sul maestro di casa, sul foriere, sul cavallerizzo maggiore, sull'ufficio legale e sul corpo sanitario. Era una specie di governatore. Le sue attribuzioni furono poi meglio determinate dal motu proprio di Gregorio XVI, del 16 dic. 1832. Il 1° nov. 1848 Pio IX investì della carica con il titolo di prefetto del SS. Palazzi Apostolici il card. Giacomo Antonelli, allora pro-segretario di Stato, creandolo cardinale palatino. Accanto a lui mise un maggiordomo con poteri ridotti. Così la prefettura del SS. Palazzi con l'Amministrazione generale dei beni della S. Sede divenne un ufficio distinto dal maggiordomo e quasi sempre affidato al cardinale segretario o pro-segretario di Stato.
Leone XIII, con un duplice motu proprio, l'11 dic. 1880 separò l'ufficio di prefetto del SS. Palazzi Apostolici da quello di amministratore del patrimonio della S. Sede, creando la Commissione cardinalizia per l'amministrazione dei beni della S. Sede, e sancì di nuovo le norme organiche concernenti l'ufficio di prefetto del SS. Palazzi e m. di S. S. Ma il primo titolo tornò presto a scomparire, per dare luogo più tardi (1906) ad un ufficio di sotto-prefetto o vice-prefetto del SS. Palazzi, il cui titolare Benedetto XV con breve del 10 sett. 1914 elevò al grado di prelato palatino. Ma nel 1918 tornò a riunire la prefettura al maggiordomo, nominandone titolare il suo maggiordomo.
Con breve del 16 dic. 1926 Pio XI soppresse la prefettura del SS. Palazzi Apostolici ed il maggiordomo dividendone le attribuzioni fra il maestro di Camera e l'Amministrazione generale dei Beni della S. Sede (v.).
Pur figurando ancora nell'Annuario pontificio, le attribuzioni del maggiordomo sono cumulate con quelle del maestro di Camera.