Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Ascetica e mistica Asceti, mistici, scrittori

GIOACHINO DA FIORE

English Cita

GIOACHIMITI rimanda qui.

Noto anche come: tedesco: Joachim von Fiore; francese: Joachim de Flore; Gioacchino da Fiore

GIOACHINO DA FIORE - Explicit dell'Expositio in Apocalypse: I tre regni e la Trinità - Biblioteca Vaticana, cod. Vat. lat. 4860, I. 203ᵃ (secc. XIII-XIV).
GIOACHINO DA FIORE - Explicit dell'Expositio in Apocalypse: I tre regni e la Trinità - Biblioteca Vaticana, cod. Vat. lat. 4860, I. 203ᵃ (secc. XIII-XIV).

GIOACHINO da FIORE. - È una delle figure più rappresentative, ma anche più complesse della spiritualità medievale: mistico, riformatore, profeta, teologo, esegeta; venerato come un santo da alcuni, considerato come un impostore da altri. S. Tommaso riconosce la santità della sua vita, ma ritiene che in alcune delle sue profezie abbia fallito.

I. BIOGRAFIA

N. a Celico (Cosenza) verso il 1130. È molto discutibile che abbia passato la giovinezza come paggio alla corte normanna. Di un suo viaggio giovanile in Terra Santa, affiorano reminiscenze nel suo Tractatus super quatuor Evangelia. Al ritorno, verso il 1155, entrò fra i Cistercensi della Sambucina (Luzzi), dove fu portinaio e dove incominciò a predicare. Passato al monastero di Corazzo, fu ordinato sacerdote dal vescovo di Catanzaro e, nel 1177, eletto abate. Nel 1182-83 fu ospite a Casamari, e di lì si recò a Veroli dal papa Lucio III, per impertare l'autorizzazione di mettere in scritto le sue idee esegetiche sulla S. Scrittura. A Casamari dettò a Luca, suo futuro biografo, la Concordia N. et V. Testamenti e parte dello Psalterium. Nel 1186 raggiunse Urbano III a Verona. Il Papa lo spinse a compilare la Expositio in Apocalypse. È pura leggenda che da Verona si sia recato a Venezia per dare dei suggerimenti sulla composizione dei famosi mosaici, tra cui quelli profetici sui ss. Domenico e Francesco, di cui hanno tanto parlato i cronisti veneziani e francescani. Clemente III, l'8 giugno 1188, gli dirigeva un Admonitorium per esortarlo a compiere le sue opere e a sottometterle al giudizio della S. Sede. Poco dopo si separò dai Cistercensi e fondò la Congregazione Florense, che ebbe il suo centro in S. Giovanni in Fiore. Fu approvata, malgrado le opposizioni dei Cistercensi, con bolla di Celestino III del 25 apr. 1196. Al 1200 risale il suo Testamento spirituale, messo in dubbio da E. Buonaiuti, piuttosto per prevenzione, e difeso da H. Grundmann. Morì a Canale (Cosenza) il 30 marzo 1202. Le sue relique furono trasportate nell'archicemobio di S. Giovanni in Fiore, dove ebbevo culto pubblico, cui la Chiesa non diede mai sanzione ufficiale. Sulla tomba fu apposto un epitaffio latino, che fu sintetizzato nell'antifona dei Vespri, riecheggiata a sua volta da Dante nei famosi versi del canto XII del Paradiso, in cui G. è collocato tra i luminari del sapere tra s. Tommaso e s. Bonaventura e proprio per lo spirito di profezia, che viceversa gli era stato negato dall'Aquinate.

II. L'OPERA DOTTRINALE

L'esegesi gioachimita non è originale; ma spinge fino all'inverosimile l'interpretazione allegorica, che è alla base del suo sistema.

Come teologo ha ricevuto un colpo mortale con la condanna del suo Libellus de essentia Trinitatis contra Lombardum da parte del Concilio Lateranense IV, nel 1215. L'opuscolo è andato perduto; ma se ne conosce il contenuto attraverso le espressioni della condanna conciliare: G. rimproverava a Pietro Lombardo una malintesa quaternità, mentre egli a sua volta difendeva un'unità similitudinaria, che veniva a distruggere l'unità di essenza. F. Foberti, pur ammettendo come giusta la condanna conciliare, contesta a G. la paternità del libello, ritenendolo un falso presentato sotto il suo nome al Concilio. Ma la sua difesa è debole; non meno debole è la difesa dell'ortodossia di G. in materia di Sacramenti e della Chiesa.

Più fortunata è invece la chiarificazione di E. Denifle, sulla natura della terza età, caposaldo del messaggio gioachimita.

L'avvento della terza età, quella dello Spirito Santo, in successione di quella del Padre (del timore) e del Figlio (della Grazia), non si deve intendere come una nuova economia o rivelazione della Terza Persona divina, ma come una «intelligentia spiritualis» della Rivoluzione cristiana. È stata una deformazione del pensiero gioachimita, operata dagli Spirituali francescani, specialmente da Gherardo da Borgo S. Donnino, quella di far passare per «Vangelo eterno» le tre opere principali di G. Di qui la denuncia alla S. Sede e la condanna del 23 ott. 1255. Accanto a Gerardo, tra i più noti gioachimiti sono da ricordare: Giovanni da Parma, generale dei Francescani, Salimbene de Adam, Ubertino da Casale e Angelo da Chiarino in Italia; Ugo de Digne e Pier di Giovanni Olivi in Francia; Arnaldo da Villanova in Spagna e altri minori in Germania e in Inghilterra.

In tema di influenze, è da escludere che il messaggio gioachimita abbia trovato il suo realizzatore in s. Francesco d'Assisi; ma non si può negare che argomenti gioachimiti siano stati adottati anche da s. Bonaventura e da s. Bernardino da Siena; né si può misconoscere che tutto il movimento dei Flagellanti, degli Spirituali, dei Fraticelli e dei Beghini si riallacci a G. Influssi gioachimiti, diretti o indiretti, sono stati ugualmente rilevati nel profetismo savonaroliano, nella filosofia della storia di G. B. Vico, nelle elucubrazioni di Telesforo di Cosenza, nelle aspirazioni di Cola di Rienzo, perfino in Giuseppe Mazzini e nel poeta norvegese Ibsen, come ha fatto notare G. Manacorda.

Ma la questione più dibattuta è l'asserito gioachinismo dantesco, portato alla ribalta da studi recentissimi, sì da farne uno dei motivi fondamentali della Commedia. L'avvertimento del Barbi contro le esagerazioni e le deviazioni non è servito; anzi la recente scoperta del Codice delle Figure, da parte di L. Tondelli, non ha fatto che accentuare la tendenza.

Bibliografia11 opere
BIBL.: Le opere di G. sono state classificate in autentiche, dubbie e spurie. Si veda F. Russo, Saggio di bibliografia gioachimita, in Archivio st. Calabria e Lacania, 6 (1936), pp. 101-108. La bibliografia su G. è copiosissima. Per quella anteriore al 1936, ci si può attenere al Saggio cit., pp. 108-41, che contiene anche la bibliografia speciale su Dante e Gioachino (pp. 139-41). Tra le opere posteriori si ricordano le principalissime: Cr. Huck, Joachim v. Floris v. joachitische Literatur, Friburgo in Br. 1938; G. Slaughter, Calabria the First Italy, Madison 1939; F. Caraffa, Il Monastero Florense di S. Maria di Gloria, Roma 1940; F. Foberti, G. da F. e il gioachinismo antico e moderno, Padova 1942. Per le relazioni con Dante: A. Ricolfi Influssi gioachimiti su Dante e i fedeli di amore, in Giornale dantesco, 33 (1930), pp. 169-87; E. Buonaiuti, Dante come profeta, Modena 1936; D. Merezkowski, Dante, Bologna 1938 pp. 338-51; F. Russo, Rassegna gioachimito-dantesca, in Miscellanea francescana, 38 (1938), pp. 65-83; id., Il libro delle Figure, ibid., 41 (1941), pp. 326-44; 43 (1943), pp. 323-35; L. Tondelli, Il libro delle Figure, Torino 1939; id., Da G. a Dante, ivi 1944.

Francesco Russo

Informazioni sulla voce

Di Francesco Russo

Fonte firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), coll. 404–406.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 262
vol. 6, coll. 403–404
Pagina 263
vol. 6, coll. 405–406

Altre voci di Francesco Russo: GERACE, DIOCESI DI · GIOVANNI TERISTI (ΘΕΡΙΣΤΉΣ «MIETITORE»), SANTO · GREGORIO DI CASSANO, SANTO · GUGLIELMO DI MALMESBURY · GUIDO LOMBARDO, BEATO

Cita questa voce

Chicago

Russo, Francesco. “Gioachino da Fiore.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, coll. 404–406. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/gioachino-da-fiore.

MLA

Russo, Francesco. “Gioachino da Fiore.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 404–406. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/gioachino-da-fiore.

BibTeX

@incollection{ec6_gioachino_da_fiore,
  author    = {Russo, Francesco},
  title     = {Gioachino da Fiore},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {VI},
  pages     = {404--406},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1951},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/gioachino-da-fiore}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.