GIORDINI. - Prendono il nome di g. gli uomini politici che durante la Rivoluzione Francese, all'Assemblea legislativa ed alla Convenzione, dall'ott. 1791 al 10 ag. 1792, lottarono per la nazione contro la monarchia, e dal 10 ag. 1792 al 2 giugno 1793 per la libertà e l'eguaglianza di tutti i cittadini contro il prepotere, la violenza e la tirannide dei giacobini. I deputati di Bordeaux e del dipartimento della Girona in senso largo (di qui il nome di g.) agli inizi dell'Assemblea legislativa presero contatto con Brissot, ardente repubblicano, e passavano il tempo discutendo di questioni politiche in un appartamento di Piazza Vendôme e concertando l'atteggiamento da assumere durante le discussioni parlamentari. Piano piano si venne a costituire un nucleo piuttosto consistente di deputati e di uomini politici: dalle discussioni iniziate in pochi era sorta una nuova forza politica e parlamentare.
Sostenitori della Repubblica, i g. erano tuttavia contrari ad un improvviso rivolgimento politico, perché temevano dalla decadenza della monarchia complicazioni interne ed estere. Convinti di poter solo progressivamente instaurare i nuovi ordini con prospettive di duratura successo, essi furono contrari alla politica estremista inaugurata dai giacobini più accesi con l'insurrezione parigina del 10 ag. 1792. Il sopruso della Comune di Parigi, che con la sua azione di forza impose a tutta la Francia la sua volontà, determinò una viva opposizione tra le province e la capitale. I g. fautori della libertà e dell'autonomia dei dipartimenti, si trovarono in aperta lotta con la Montagna, la parte più a sinistra della Convenzione eletta nel sett. 1792. Tra essi, che sedevano a destra, ed i fautori dell'intransigenza rivoluzionaria, si iniziò un duello all'ultimo sangue, conclusosi il 31 maggio 1793 con la messa in stato d'accusa di 31 deputati girondini. La Montagna aveva trionfato. A centinaia furono arrestati i g. e chiunque era sospettato di essere tale. Tra i deputati furono ghiottinati Brissot, considerato il diplomatico del gruppo, sostenitore entusiasta dell'eguaglianza tra gli uomini di diverse razze, e Vergniaud, il più brillante ora'ore del gruppo; tra coloro che non erano deputati lasciò la vita per mano del carnefice Madame Roland, la «Nina Egeria» della Girona. Dopo la caduta di Robespierre solo ventiquattro dei quasi duecento deputati della Girona ripresero i loro seggi alla Convenzione.