GIORNALISMO CATTOLICO

GIORNALISMO CATTOLICO. – È il g. fondato sui principi cristiani e ad essi improntato.

SOMMARIO: I. Definizione. – II. Storia. – III. Il g. c. odierno. – IV. Tecnica giornalistica e morale professionale.

I. DEFINIZIONE

Il g. è uno dei tipici aspetti della società odierna; per quanto infatti se ne possano ritrovare lontane le origini, esso rimase in passato, per varie cause, proprie ed esterne, un aspetto episodico e particolare, fino alla fine del sec. XVIII. Oggi invece esso può essere a buon diritto considerato un «servizio sociale» di informazione del singolo e di formazione dell'opinione pubblica con la riproduzione e interpretazione, in forma di notizie e di articoli, della vita di ogni giorno simultaneamente agli avvenimenti. La sua importanza non è stata per niente diminuita dallo sviluppo di altri mezzi di informazione, come calamitante dove la stampa è libera per legge e quind

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(par cortesia del prof. E. Lucarello)
Giornalismo cattolico - Una lettera di d. Davide Albertario dal carcere di Finslborgo (io marzo 1899).

i sottoposta al controllo dell'opinione pubblica e al contraddittorio; più profonda è l'influenza la dove la stampa, orientata tutta allo stesso modo, non offre confronti né temi obbessioni in pubblico.

Caratteri del g. moderno sono la rapidità e la larghezza delle informazioni di cui esso dispone, la celerità dei mezzi di stampa, la diffusione larghissima, ma ancor più l'essere quello dei giornalisti un ceto a sé, con modo di pensare proprio e opinioni proprie. Lo «stile giornalistico», come «gli ambienti giornalistici», sono modi di dire che tuttavia esprimono una realtà di fatto esistente come elemento della società odierna.

Il g. c. non si distingue per caratteri generali dal g. al quale non viene applicato questo aggettivo; infatti i giornali cattolici hanno lo stesso scopo degli altri, usano degli stessi mezzi tecnici, hanno le stesse relazioni con i lettori; così come i giornalisti cattolici sono professionisti né più né meno degli altri giornalisti. Il fatto che il g. c. sia prevalentemente al servizio di una idea, e quindi sia prevalentemente g. «ideologico», non lo distingue, se mai, che da un g. puramente «informativo», la dove questo esiste, ma lo accomuna per questo aspetto ad altre forme di g. pure «ideologico». Da tutte queste altre forme tuttavia si distingue per l'accentuata osservanza delle norme di una più rigorosa morale professionale e sociale, che non è generica, ma fondata sui principi cristiani e ad essi informata.

Sotto l'aspetto sociale il g. c. fa parte invece di quel complesso di pensiero e di opere dei cattolici militanti, che modernamente ha preso il nome di Azione cattolica; e ciò benché, storicamente e geograficamente, esso abbia talvolta preceduto e talvolta seguito il movimento organizzato di Azione cattolica, essendo sempre il principale ausiliario se non addirittura un degli elementi determinanti; tanto che si vedrà come non vi sia g. c. proprio in quei paesi nei quali non vi è, per ragioni varie e diverse, Azione cattolica, e viceversa.

II. STORIA

Il g. moderno è nato insieme a quel moto di rinnovamento sociale che si determinò all'inizio del sec. XIX, e i cui caratteri, alquanto complessi, non sono stati ancora del tutto chiariti; e come quel moto, così anche il g. fu ritenuto e chiamato «figlio della Rivoluzione» e come tale esaltato e paventato. Se oggi i cimeli giornalistici di un secolo e mezzo fa muovono un sorriso di compimento, non tale era l'opinione dei lettori del tempo; sui quali faceva già grande impressione il solo fatto che si avessero notizie relativamente pronte anche da paesi lontani, e commenti e interpretazioni che apparivano da una suprema audacia. Gli articoli impressionavano ancora più delle notizie e particolarmente gli articoli detti «di fondo» che davano e danno il parere del giornale e dell'ambiente da cui emana, su argomenti di carattere politico. Articoli simili cominciarono ad essere pubblicati sui giornali inglesi fin dal 1704, ma sul continente assai più tardi; le gazzette francesi e tedesche

ne cominciarono la pubblicazione durante la Rivoluzione Francese; quelle italiane nel periodo immediatamente precedente al 1848 e ciò nonostante che in Italia la data di nascita del giornale in forma che assomiglia a quella odierna possa fissarsi alla metà del sec. XVII, mentre negli altri paesi è posteriore. Ma si trattava di giornali di carattere prevalentemente letterario, sia perché di altro genere non sarebbero stati consentiti dai governi, sia perché in realtà prima che si destasse (o ridestasse) la coscienza democratica nel popolo, d'altri argomenti non si andava in cerca. Poi i fogli divennero politici a carattere rivoluzionario; ridotti al silenzio sotto l'Impero napoleonico, alla caduta di Napoleone si ebbe bensì una fioritura di periodici a carattere cattolico, ma le leggi restrittive dei governi della restaurazione li obbligarono a mantenere nel campo puramente morale e religioso, scientifico e letterario. A mano a mano, però, che il tempo passava, anche la pressione della stampa sui governi cresceva mirando alla libertà e questo moto, per quanto riguarda la stampa cattolica, si manifestò specialmente in Italia e Francia.