a Roma il 13 ag. 1621. La madre Elisabetta van den Hove fu donna pia e segnalata per grandi virtù; il padre, morta la moglie (1617), divenne sacerdote e fu canonico di S. Sulpizio in Diest. G. in casa di d. Pietro Emmerick, premonstratense e curato di S. Maria, profitto negli studi, distinguendosi tra i compagni. Proseguiti gli studi alle scuole della Compagnia di Gesù a Malines (1613-15), caro ai professori ed agli alunni per la soavità e modestia dei modi e l'esemplarità di vita, si sentì chiamare a maggior perfezione, e dalla lettura della vita di s. Luigi Gonzaga si decise a seguirne l'esempio, stabilendo con voto d'entrare nella Compagnia di Gesù. Superate le difficoltà dei parenti, entrò nel noviziato di Malines (1616).
Fatti per privata devozione i voti di povertà, castità e ubbidienza (1617), il 25 sett. 1618 li ratificò pubblicamente. Mandato ad Anversa, ebbe la notizia della morte del padre (1618) e la destinazione di proseguire gli studi di filosofia a Roma, ove arrivò l'ultimo di die. 1618. Emulo di s. Luigi al Collegio Romano, G. spiccò tra gli «scolastici»: puntualissimo in tutto, sincerissimo, diligente negli studi e nei suoi doveri, camminò a grandi passi nella via spirituale, seguendo in tutto la comunità e facendo grandissimo conto delle minime cose, superando ogni rispetto umano. Ebbe da Dio il dono dell'orazione e dell'allegrezza spirituale. Consumate le forze, morì, dopo essersi addottorato in filosofia. Il B. fu il terzo degli studenti gesuiti canonizzato. Fu proclamato beato da Pio IX nel 1865 e canonizzato da Leone XIII il 15 genn. 1888. Le reliquie sono conservate a Roma nella chiesa di S. Ignazio, ed il cuore nella chiesa della Facoltà teologica dei Gesuiti a Lovanio. La festa si celebra il 26 nov. È stato proclamato insieme con s. Luigi e s. Stanislao Kostka patrono della gioventù studiosa.
