Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Pedagogia Pedagogisti

GIOVANNI BOSCO, SANTO

Festa: 31 gennaio

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Noto anche come: inglese: Don Bosco

GIOVANNI BOSCO, santo - Fotografia Schemboche del 1880.
GIOVANNI BOSCO, santo - Fotografia Schemboche del 1880.

GIOVANNI BOSCO, santo. - N. in una frazione rurale di Castelnuovo d'Asti (oggi Castelnuovo d. Bosco), il 16 ag. 1815 e m. a Torino il 31 genn. 1888. Ordinato sacerdote nel 1841, completò la preparazione intellettuale al Convitto ecclesiastico torinese, sotto la guida di s. Giuseppe Cafasso e cominciò a dare assistenza morale e religiosa ai giovani poveri, specie agli operai, dimoranti lontano dalla famiglia. Sorse in tal modo fin dal 1841 l'opera degli Oratori festivi. Stabilitosi nel 1846 in località detta Valdocco, con l'aiuto della pubblica beneficenza, il Santo fondò l'Oratorio di S. Francesco di Sales, al quale ben tosto aggiunse un ospizio per studenti e artigiani, che nel giro di qualche anno si trasformò in collegio con scuole classiche e professionali, sino a divenire il centro delle Opere salesiane. Infatti nel 1864 il Santo, grandemente favorito dalla comprensione e benevolenza di Pio IX, dava inizio alla Società di S. Francesco di Sales, che si compone di sacerdoti, chierici e laici ed ha per scopo, oltre la perfezione cristiana dei membri, l'educazione e istruzione della gioventù, specie quella meno abbiente, in oratori festivi e quotidiani, in scuole di arti e mestieri e colonie agricole, in istituti primari e secondari con alunni interni ed esterni, e in case di aspiranti al sacerdozio. La Società Salesiana si dedica inoltre al ministero pastorale, ad attività catechistiche e sociali, e dal 1875 alle missioni tra gl'infedeli. Accanto ad essa, parallela, con il concorso di alcune pie giovani a capo delle quali stava la b. Maria Mazzarello, il Santo fondò anche l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, per l'assistenza e formazione spirituale, domestica e intellettuale delle ragazze del popolo. Aggiunse da ultimo la Pia Unione dei Cooperatori Salesiani, come terz'ordine vivente nel secolo, tanto per l'incremento della vita cristiana, quanto per l'appoggio delle sue istituzioni.

Dopo il primo, aprì altri oratori, ospizi e collegi in Italia, Francia, Spagna, Belgio, Austria, Inghilterra, Argentina, Uruguay, Brasile, Cile ed Equatore; e in morte lasciava 64 case con 863 religiosi professi e 276 novizi. Pubblicò inoltre, specie nei primi tempi dell'apostolato, numerosi scritti a carattere divulgativo miranti alla difesa della dottrina cristiana contro il protestantesimo, e alla sana educazione dei ceti popolari; i più notevoli sono: Storia Ecclesiastica (1845); Il giovane provveduto per la pratica dei suoi doveri religiosi (1847); Il cattolico istruito (1853); Storia d'Italia (1856) e Vite dei papi dei primi secoli (1857-65); fondò anche le Letture Cattoliche in fascicolo mensili, una Biblioteca della Gioventù Italiana per presentare classici moralmente espurgati, e il Bollettino Salesiano, organo delle sue Opere. Eresse grandi chiese, tra cui il santuario di Maria Ausiliatrice in Torino e la basilica del S. Cuore di Gesù in Roma. Tenne contatti con i più insigni uomini politici del Piemonte e d'Italia, ed ebbe la fiducia di Pio IX e Leone XIII, sicché negli anni difficili, prima e dopo il 1870, poté fare da intermediario sia per la nomina di vescovi come per il Conclave del 1878.

Pio XI, che avvicinò il Santo e gli decretò nel 1929 gli onori della beatificazione e nel 1934 quelli della canonizzazione, salutò in d. Bosco un antesignano della conciliazione tra la S. Sede e l'Italia. Nella storia della spiritualità moderna, il Santo rappresenta il tipo dell'azione apostolica secondo le esigenze dei tempi, avendo cercato e raggiunto la perfezione mediante il lavoro a vantaggio spirituale del prossimo. La sua festa si celebra il 31 gennaio.

Bibliografia6 opere
BIBL.: A. Auffray, Un gigante della carità, Torino 1934; G. B. Lemoyne, Vita di s. G. B., ultima ed., ivi 1935; E. Ceria, D. B. nella vita e nelle opere, ivi 1938; id., Annali delle S. S., ivi 1941; id., D. B. con Dio, 2ª ed., Asti 1947; C. Salotti, Il santo G. B., 2ª ed., ivi 1942. Parziale autobiografia del Santo: Memorie dell'Oratorio di S. Fr. di Sales, Torino 1946.

Luigi Castano

PEDAGOGIA

G. B. non fu un teorico della pedagogia, come scienza, e, pur non ignorandola, né misconoscedono l'importanza, non si occupò espressamente dei vari problemi speculativi che essa involve, né lasciò dissertazioni o lezioni didattiche sull'argomento; ma, seguendo il suo carattere eminentemente pratico, fatto di amore alla gioventù e di buon senso, accolse il «metodo preventivo» offertogli dalla tradizione, preferendolo al «metodo repressivo», perché più fondato sulla ragione, sulla pietà, e sull'affetto. Però non trascurò nulla per rendersene padrone, per farlo veramente suo, animandolo del suo spirito e della sua esperienza viva e vissuta fin dai primi anni, consultando allo scopo anche opere e persone autorevoli, visitando istituti e informandosi dei loro regolamenti e programmi. Ma neanche a proposito di questo metodo lasciò grandi scritti (soleva dire a chi ne lo interrogava: «Fa come vedi fare d. B.»); ma soltanto alcuni pensieri, molto preziosi per la loro semplicità e praticità, per applicarlo con frutto, con l'aggiunta di alcuni avvertimenti sui castighi, qualora fosse il caso di usarli. Gli è che più di ogni altra cosa gli stava a cuore l'arte della educazione, e in questa lasciò un'impronta di maestro veramente imperitura.

GIOVANNI BOSCO, santo - Casa natale del Santo - Becchi (Castelnuovo d'Asti).
GIOVANNI BOSCO, santo - Casa natale del Santo - Becchi (Castelnuovo d'Asti).(da F. Giraudi, L'Oratorio di d. Bosco, Torino 1935, fig. 2)

Il suo pensiero si può riassumere così: nel sistema preventivo il giovane vede nell'atto della persona, che lo previene, una dimostrazione di affetto; non è, infatti, raro il caso che egli commetta delle mancanze proprio perché una persona amica non ha richiamata la sua attenzione sulla gravità di quel determinato procedere; il sistema serve pure ad affiatare gli animi dell'educando e dell'educatore, perché questi dimostra il desiderio della buona riuscita e dell'onore del suo protetto; serve, inoltre, a guadagnare più facilmente il cuore dell'educando, aprendo così la via ad un influsso più grande, e profondo, durevole anche tutta la vita. Per tutto questo si richiede certamente nell'educatore uno zelo vivo e una dedizione piena alla sua missione, perché non deve mai separarsi dall'educando, ma esercitare una vigilanza continua, dolce e non pesante, sì, ma oculata, e partecipare a tutta la sua vita, anche alle partite di gioco.

In particolare, poi, G. B. ricorreva a semplici amminicoli, che tuttavia sapevano far presa sugli animi: una parolina all'orecchio di chi lasciava alquanto a desiderare; una bella massima scritta su di un foglietto; un biglietto consegnato al momento opportuno; l'associazione dei migliori per trascinare gli altri con il loro esempio; l'ultimo saluto della sera, dopo le preghiere prima di andare a letto: due parole pratiche dette dal superiore intorno ad un pensiero normativo per la vita spirituale. Due mezzi egli giudicava indispensabili: la costanza nelle pratiche religiose e i Sacramenti. Disse, infatti, a lord Gladstone, il quale si meravigliava dei risultati raggiunti nei suoi istituti: «Non conosco che due mezzi di educazione: la Comunione o il bastone; ho rinunciato al bastone e ho scelto la Comunione». Si aggiungono: le escursioni, nelle quali il divertimento deve andare unito alla formazione dello spirito e del carattere (luoghi celebri, santuari, castelli, campi di battaglie, officine); l'istituzione di bande musicali e di compagnie di attori; la grande importanza data alla stampa, che doveva fornire libri di ogni sorta, dai classici, dalla storia e dalle biografie ai racconti, ai drammi, alle commedie e farse.

(per cortesia di d. L. Castano)
GIOVANNI BOSCO, santo - Autografo.

Piena fusione, pertanto, della pietà e dello studio, del lavoro e del giusto sollievo, con l'unica mira della piena formazione del cristiano, del professionista o artigiano, del cittadino. È naturale che una pedagogia così totale e vigilata, condita di tanta bontà comprensiva e confidente, abbia potuto dare e dia ancora tanti frutti meravigliosi e riconosciuti in tutti i campi.

Bibliografia7 opere
BIBL.: A. Auffray, Une méthode d'éducation, Lione 1920, trad. it. Torino 1925; G. B. Fascie, Del metodo educativo di d. B., Torino 1927; V. Cimatti, D. B. educatore, ivi 1935; M. Casotti, Il metodo preventivo, Brescia 1937; G. Modugno, D. G. B. Il metodo educativo, Firenze 1941; M. Barbera, S. G. B. educatore, Torino 1942; M. Goretti, S. G. B. Magistero divino e magistero umano, Verona 1942. E inoltre le biografie di s. G. B.

Celestino Testore

Informazioni sulla voce

Di Luigi Castano, Celestino Testore

Fonte Luigi Castano: firma a stampa; Celestino Testore: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), coll. 620–623.

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Altre voci di Luigi Castano: GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO, SANTO · GIUSEPPE CAFASSO, SANTO · FAGNANO, GIUSEPPE · SOCIETÀ SALESIANA DI SAN GIOVANNI BOSCO

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Castano, Luigi, and Celestino Testore. “Giovanni Bosco, santo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, coll. 620–623. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/giovanni-bosco-santo.

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Castano, Luigi, and Celestino Testore. “Giovanni Bosco, santo.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 620–623. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/giovanni-bosco-santo.

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