GINNASTICA - La g. (dal gr. γυμνός = nudo) è l'arte di muovere il corpo umano; in alcuni casi, quando essa si propone particolari fini, è anche scienza (g. medica, ortopedica, educativa, ecc.).
Diverse sono le forme di g. e ciascuna con scopi propri; tra le più importanti si menzionano la g. educativa, la medica, la differenziale, la sociale, la cosiddetta da camera, la ritmica, l'attrezzistica, la calistolica, l'arcobattica, la militare, ecc.
Condizione indispensabile per la realizzazione di qualsiasi tipo di g. è una precisa valutazione psicofisica di chi vuole o deve esercitarsi.
I. La g. educativa. - È la base dell'educazione fisica (v. fisica). Essa è entrata a far parte delle discipline scolastiche, così come, in parte, ancora oggi viene realizzata in quasi tutto il mondo, ad opera di Adolfo Spiess (1810-58), il quale verso il 1837 intuì e realizzò le condizioni della simultaneità e del ritmo degli esercizi, fondando la g. scolastica e iniziando una vera e propria g. femminile scolastica.
Lo Spiess senza dubbio giovò alla diffusione della g., ma l'abuso che poi si fece della g. metodica snaturò, in parte, il vero obiettivo della g. stessa, suscitando una vera reazione tendente a svincolare l'esercizio fisico da quelle forme per forme nuove.
La g. educativa comprende gli esercizi metodici ed i giuochi ginnastici.
Degli esercizi metodici fanno parte: a) gli ordinativi, che hanno finalità disciplinari e pratiche, soprattutto per le esercitazioni di palestra; b) gli esercizi di deambulazione, i quali oltre a rafforzare gli arti inferiori danno grazia ed agilità al portamento; c) gli elementari, che sono i veri esercizi analitici per l'educazione psico-cinetica; d) gli esercizi con piccoli attrezzi (bacchette, clavette, cerchio, bastone, giunco, clava, appoggi, ceppi ecc.), i quali, oltre ad avere finalità specifiche, offrono buona parte dei vantaggi degli esercizi elementari migliorandone spesso il rendimento; e) gli esercizi di equilibrio (asse e ceppi Baumann, trave, canestro, globo, ecc.), i quali hanno grande valore psico-cinetico in quanto, impegnando in modo particolare il sistema nervoso, favoriscono la tranquillità, stimolano l'attenzione e fanno acquistare il coraggio; f) gli esercizi di salto e volteggi (salottometri, trave, cavallina, plinto, cavallo, ecc.), i quali fanno acquistare agilità, destrezza e coraggio; g) gli esercizi di appoggio e di sospensione (palco di salita, spalliera, scala, stanga, panca, muro, quadro ginnastico, cavallo, sbarra, parallele, anelli, ecc.), i quali hanno grande efficacia per lo sviluppo muscolare specialmente per gli arti superiori ed il torace. La pratica di questi ultimi esercizi e l'uso particolare di alcuni attrezzi (cavallo, sbarra, parallele, anelli, ecc.) vanno particolarmente graduati e distribuiti secondo l'età e lo sviluppo fisico evitando qualsiasi sforzo, data la loro intensità; h) gli esercizi in aula (g. fra i banchi) vanno praticati dagli alunni della scuola primaria per necessità didattica e pratica. Essi abituano all'ordine ed alla disciplina, possedendo inoltre un buon effetto fisiologico particolarmente preventivo e correttivo contro l'insorgere di cattivi portamenti propri agli scolari della scuola primaria. Con la g. in aula il banco, vero strumento deformante, mediante particolari esercizi, diventa un attrezzo di g. compensativa.
Gli esercizi metodici, che hanno come peculiare caratteristica la precisazione dei movimenti, oggi, vanno completati con i giuochi ginnastici, che per la loro spontaneità (movimenti imprecisati), oltre a ricreare, posseggono un immenso valore pedagogico-psico-cinetico.
Il. La g. medica. È forse uno dei capitoli più antichi della medicina; già alcuni millenni prima dell'era volgare i cinesi la praticavano. La g. medica ha fine prevalente mente fisiologico. Cardiaci, dispettosi, obesi, individui affetti da ptosi viscerale ecc. si avvantaggiano della g. medica.
Si intende che qui si parla di una g. razionale dosata come un medicamento e controllata nei suoi effetti come qualsiasi altra terapia medica. Una specializzazione della g. medica è la g. ortopedica, branca della ortopedia, che si avvale, per la rieducazione fisica di minorati delle funzioni motorie, della g. con e senza attrezzi, attiva e passiva. I mutilati potessero i civili e di guerra, in particolare, trovano grande giovamento da una simile g.
III. La g. differenziale. - Ha come fine un vero e proprio ricupero della personalità fisica dell'individuo. Essa comprende: la g. correttiva di quei paramorfismi lievi che tanto frequentemente si riscontrano tra gli alunni

Ginnastica - Equilibrio sull'asse Baumann di un amputato del femore, piotesizzato con ginocchio fisiologico Bestetti.
della scuola primaria; la g. compensativa per gli scompensi causati da particolari mestieri (malattie professionali dei calzolai, fabbri, manovali, ecc.) o per naturale tendenza (mancini, adenoidei, ecc.) e la g. per minorati fisici e psichici (g. per ciechi, sordomuti, dementi ecc.).
IV. LA G. SOCIALE. — Gli svedesi la chiamano g. volontaria. Essa ha come meta il miglioramento della salute pubblica; è la g. che interessa tutti, dai fanciulli agli adulti, dalle persone agiate ai lavoratori del braccio e della mente. Tale tipo di g. varia da età ad età sia per sostanza che per fine; infatti mentre i giovanetti praticano una g. di sviluppo, gli adulti adottano esercizi per conservare e fortificare la salute. I lavoratori del braccio praticano esercizi fisici atti a sopperire all'effetto negativo del loro lavoro quotidiano, mentre gli intellettuali praticano una cultura fisica che varia secondo i bisogni di movimento che la loro occupazione sacrifica.
In Svezia esistono ca. 3000 libere associazioni di g. con oltre 300.000 soci su ca. 6.000.000 ab. In Italia qualcosa del genere si è realizzato tramite le organizzazioni dopolavoristiche.
V. LA G. DA CAMERA. — Ha un fine essenzialmente igienico-estetico. Tale tipo di g. è molto diffuso in tutti gli strati sociali; la radio con particolari trasmissioni ha fortement contribuito a tale diffusione.
Caratteristica della g. da camera è che si compone di esercizi di respirazione, analitici senza attrezzi e con piccoli attrezzi praticabili in uno spazio ristretto. Il vantaggio per tali esercizi è considerevole per la loro pratica quotidiana.
VI. LA G. RITMICA. — È g. femminile per eccellenza; essa tende alla educazione ed all'armonia del corpo mediante movimenti naturali e liberi, con o senza accompagnamento musicale. Un sistema di g. ritmica molto diffuso è quello di Émil Jacques-Dalcroze. Con tale sistema Jacques-Dalcroze si pone il triplice intento dello sviluppo dell'istinto ritmico e metrico musicale, del senso dell'armonia plastica, e della regolarizzazione delle abitudini motrici. Altri sistemi hanno fatto seguito a quello sopra accennato.
VII. LA G. ATTREZZISTICA (artistica). — È a carattere agonistico-spettacolare; essa si compone di esercizi affaticanti; le parallele, la sbarra fissa, gli anelli, il cavallo sono gli attrezzi tipici di tale g. Questi esercizi, che è necessario siano integrati con intense esercitazioni di salti e di corsa, sono consigliabili solo per soggetti riconosciuti fisicamente idonei, forniti di particolari attitudini. L'attrezzistica, che comprende anche esercizi di agilità e di destrezza sul terreno, fa parte delle prove olimpioniche (v. Sport); in Italia è sotto il controllo della Federazione ginnastica italiana, affidata al Comitato olimpico nazionale italiano.
VIII. LA G. CALLISTENICA. — È una g. riservata alla donna con finalità prevalentemente estetica.
IX. LA G. ACROBATICA. — È a fine professionale-spettacolare. Un fisico eccezionale, uno sprezzo del pericolo ed una grande tecnica sono i requisiti per tale g.
X. LA G. MILITARE. — Ha come fine immediato il miglioramento del rendimento fisico, l'abitudine alla disciplina e l'allentamento a superare le prevedibili difficoltà ambientali e tecniche del futuro combattente. La g. metodica, i giochi pre-sportivi e sportivi, alcune specialità dell'attletica leggera e la g. di applicazione sono alla base della g. militare.
Per la g. atletica V. SPORT.
LA G. E IL PENSIERO DELLA CHIESA. — Lo scopo che la g. si prefigge, di dare al corpo «nobilissimo strumento dell'anima, agilità e solida grazia, sanità e forza vera e buona» (Pio XI, Lettera, cit. in bibl.), è apprezzato e approvato dalla Chiesa, la quale non può «restringere la sua competenza e la sua azione alle cose puramente religiose, esclusivamente spirituali, come se il corpo, creatura di Dio al pari dell'anima, alla quale è unito, non dovesse avere la sua parte nell'omaggio da rendere al Creatore» (Pio XII, Discorso cit. in bibl.).
La g., infatti, contiene in sé ottimi elementi pedagogici positivi. I movimenti ginnastici, condotti ritmicamente e secondo metodi sapientemente definiti (v. SORA) non solo raccolgono tutti i vantaggi del moto, di cui l'organismo ha bisogno, correggono le posizioni viziate, decongestionano il cervello, offrono allo spirito sollievo e giocondità, ma si trasformano in un prezioso strumento di educazione. Perché nella g. si debbono osservare determinati leggi: obbedienza ai comandi, isocronismo dei movimenti, prontezza degli scatti, resistenza; il che contribuisce a dare il senso della disciplina e a farla apprezzare; elementi, questi, decisivi per la formazione di una volontà forte ed elastica come l'acciaio. La g., inoltre, specialmente nella scuola e quando è esercitata nelle gare, impegna l'animo all'emulazione, al successo, alla vittoria sui compagni, e così ingenera a poco a poco il sentimento di potere, volendo, migliorare se stessi non solo rispetto al fisico, ma anche sotto tutti gli altri rispetti.
Per questo bisogna che la g. non perda di vista il senso della misura e il suo scopo primitivo. Quindi: 1) l'educazione del corpo deve restare un mezzo e non degenerare in un culto; come mezzo deve essere e rimanere ordinata al fine, che consiste nella formazione ed educazione perfetta ed equilibrata di tutto l'uomo, al quale è di aiuto per l'adempimento pronto e gioioso del dovere, sia dello studio, sia della professione; 2) gli esercizi devono essere adatti all'età, al sesso, allo stato di salute e di sviluppo dell'organismo; altrimenti, invece che aiutare, impediscono il lavoro dello spirito; 3) da parte di chi contempla, come da parte di chi si espone alla contemplazione altrui, occorre un senso di sano pudore, di decoro, di signorile disinvoltura, di reciproco rispetto. Quindi non solo sono da evitare le sguaiataggini, le scompostezze, le sconvenienze e le audacie, ma anche l'abbigliamento troppo succinto troppo aderente e gli esercizi, che mirano piuttosto ad un esibizionismo malsano o, peggio, morboso, che non ad una vera utilità; 4) tanto più devono valere queste osservazioni e cautele, quando si tratta di g. femminile sia nelle semplici palestre, sia e soprattutto nei concorsi e nelle gare cosiddette atletiche. La sensibilità e l'attenzione ai delicati riguardi dovuti alla giovane donna e alla fanciulla si fonda su motivi di ordine fisico e morale di puro buon senso, intuiti e sentiti, come per naturale istinto, dai genitori e dagli insegnanti non prevenuti o fuorviati da teorie esagerate o false o da motivi affatto estranei alla buona e sana pedagogia. Va perciò evitato tutto ciò che non s'accorda con il riserbo e la compostezza che sono tanto ornamento e presidio della virtù e deve esulare ogni incentivo a vanità e violenza.