SPORT. - Termine inglese entrato nell'uso corrente della lingua; deriva dal più antico disport; questo, a sua volta, dal francese antico desport affine all'italiano diporto (Decamerone, VIII, 7); cf. latino tardo disportare, desportare dal classico deportare.
Nel suo significato primitivo ha valore di distensione, ricreazione, svago. E, infatti, la diffusione del termine, relativamente recente (sec. XIX), sta, in senso
generico, a designare giuochi, esercizi di forza e di destrezza, individuali o collettivi, praticati di solito all'aperto. Con il sec. xx, particolarmente dopo il primo conflitto mondiale, il termine ha assunto gli aspetti più vari, spesso contrastanti tra loro, nulla o poco conservando in comune con il valore del primitivo significato e degli antichi esercizi, per cui, in atto, non è possibile esprimerlo con un'unica esatta definizione.
Il Mosso (Mens sana in corpore sano, Milano 1903, p. 97) aveva proposto di rendere il termine «s.» con la parola «agonistica», di origine greca, che indubbiamente è più affine all'intimo significato attuale di s.; ma la proposta non ebbe seguito.
Oggi il «fenomeno» s. esiste almeno sotto un quadruplice aspetto: a) come «stato d'animo». Milioni di individui, di ogni razza, di ogni fede religiosa, sotto ogni forma di governo, affollano, come spettatori, i ritrovi sportivi per ammirare e seguire le vicende dei propri «campioni», vedendo condensarsi nella lotta degli «atleti» l'istinto di primato tanto vivo nella maggioranza degli individui. Una stampa diffusissima e tutta una nuova letteratura mantengono viva questa «tendenza», che ha, se non altro, il grande merito di distrarre, in genere, milioni di uomini per innocue manifestazioni.
b) Come «diporto»: cioè come reazione all'affermarsi sempre più della civiltà meccanica e come antidoto al lavoro giornaliero mediante una pratica sistematica di attività ginniche al fine di sviluppare le capacità muscolari e svagare lo spirito. È questa la più diffusa categoria di sportivi, la più sana, che comprende tutte le classi sociali, che va dagli escursionisti ai praticanti di veri e propri esercizi ginnici, senza alcuna idea di «affermazione». È l'attività che viene consigliata a tutti; particolarmente a chi, raggiunta la maturità, vuol conservare quel certo benessere fisico tanto desiderato. Questa attività fisica, perché possa dare quei benefici voluti, va scelta secondo le proprie esigenze (biotipologiche), tenendo conto sempre degli «stati di salute», e non secondo le proprie tendenze, come comunemente avviene.
c) Come «dilettantismo»: cioè per l'affermazione della propria personalità per un ideale più alto; all'elemento «diporto» viene aggiunto il carattere «agonistico», ossia lo «spirito combattivo» nelle prove sportive, la «aspirazione al primato» e la «specializzazione». Il dilettantismo è l'espressione più pura dello s., e trova la sua più alta manifestazione nelle Olimpiadi (v. sotto). L'attività dilettantistica è quella che maggiormente ha presa sui giovani, e, purché sia preservata l'integrità fisica e morale dei praticanti, va incoraggiata e diffusa, in quanto l'agonismo, quando è «etico», è un elemento attivo nel processo educativo; e infatti l'atletica leggera, che del dilettantismo è la regina, quando viene praticata con criteri bio-psicopedagogici fa parte dell'educazione fisica, così come tanti altri s. (v. fisica).
d) Come «professionismo»: è l'agonismo esasperato, che sovente genera imprese audaci e generose per l'onore della bandiera o di altri ideali, ma che talvolta degenera in un acrobatismo per il miraggio di forti guadagni o di grande fama. Questi sportivi praticano l'arte del loro esercizio utilizzando tutte le qualità del proprio corpo senza alcun riguardo per esso, spesso esagerando errori della natura a danno di quell'equilibrio che dovrebbe essere la meta costante di ognuno.
Molto ha contribuito al diffondersi del professionismo sportivo il sorgere di una vera e propria industria sportiva. Macchina e uomo, perfezione tecnica e bravura e intelligenza umana, fusi in un tutto armonico, segnano

(per cortesia del C.O.N.I.)
I. LE ATTIVITÀ SPORTIVE
Le attività cosiddette sportive sono molte, la maggior parte di esse si ricollegano alle molteplici tradizioni di tutti i popoli.Si dà qui uno schema delle attività sportive più note nel campo internazionale, riportando contrassegnate con un asterisco quelle che vengono praticate in occasione dei Giuochi Olimpici.
1. S. acquatici. - Canoa (maschile: canotto monoposto m. 1000, canotto biposto m. 1000, canotto monoposto m. 10.000, canotto biposto m. 10.000; canotto canadese monoposto m. 1000, canotto canadese biposto m. 1000, canotto canadese monoposto m. 10.000, canotto canadese biposto m. 10.000; femminili: canotto monoposto m. 500). Canottaggio (singolo, doppio, due senza [timoniere], due con [timoniere], quattro senza, quattro con, otto). Nuoto (maschile: m. 100 stile libero, m. 400 s. l., m. 1500 s. l., m. 200 rana, m. 100 dorso, staffetta 4 × 200; femminile: m. 100 s. l., m. 400 s. l., m. 200 rana, m. 100 dorso, staffetta). Tuffi (maschili e femminili: dal trampolino, dalla piattaforma). Pallanuoto (water-polo). Vela (categoria: m. 6 S. l., m. 5,50, «dragoni», «stelle», «finn»). Motonautica (nelle varie categorie). Pesca. Caccia subacquea. Sci acquatico.
2. S. dell'aria. - Gli s. aeronautici (con o senza motore) hanno assunto negli ultimi decenni uno sviluppo notevole. Basta scorrere le tabelle dei primati di velocità e di distanza raggiunti dai moderni aerei a reazione, e da quelli in altezza degli aerostati stratosferici, per rendersi conto dell'enorme progresso realizzato nella preparazione dei mezzi e degli uomini. Il paracadutismo, che con l'acrobazia aerea rappresenta una vera scuola di ardimento, è la più recente recluta dello s. dell'aria. L'aereomodellismo ha appassionati cultori, particolarmente tra i giovani.
3. S. atletici. - Atletica leggera*: maschile (corse: m. 100, m. 200, m. 400, m. 110 ostacoli, m. 400 ostacoli, staffetta 4 × 100 e 4 × 400, m. 800, m. 1500, m. 3000 con siepi, m. 5000, m. 10.000, maratona; salti: in alto, in lungo, con l'asta, triplo; lanci: disco, peso, giavellotto, martello; marcia: 10 km., 50 km.; decathlon); femminile: (corse: m. 100, m. 200, m. 80 con ostacoli, staffetta
4 × 100; salti: in alto e in lungo; lanci: disco, peso, giavellotto).
Atletica pesante. - Lotta stile libero (categoria: mosca, gallo, piuma, leggeri, welters, medi, medio-massimi, massimi); lotta greco-romana (categoria: mosca, gallo, piuma, leggeri, welters, medi, medio-massimi, massimi); sollevamento pesi* (categoria: gallo, piuma, leggeri, medi, medio-massimi, massimi). Altri esercizi dell'atletica pesante sono: lotta giapponese o Jiu-Jitsu; lotta irlandese (Glima); lotta svizzera (Schwingen); lotta turca (Türk Güreschi).
Ginnastica*: maschile (anelli, cavallo con maniglia, corpo libero, parallele, salto del cavallo, sbarra, individuale complessiva e gara a squadre); femminile (piccolo attrezzo, corpo libero, parallele, salto del cavallo, trave, individuale complessiva e gare a squadre).
Pentathlon moderno* (corsa ippica con 15 ostacoli, scherma, tiro con la pistola su sagoma d'uomo, nuoto m. 300 stile libero, corsa campestre di ca. 4000 m.).
4. S. di combattimento. - Pugilato (categoria: mosca, gallo, piuma, leggeri, welters leggeri, welters, welters pesanti, medi, medio-massimi, massimi). Scherma (maschile: fioretto, sciabola e spada, individuale e a squadra: femminile: fioretto). Pugilato francese (savate). Tiro* (pistola libera, piccione artificiale, carabina libera, alla sagoma, al cervo in corsa, piccola carabina, carabina piccolo calibro). Tiro con l'arco. Tiro al piattello. Caccia. Tauronachia (corrida).
5. S. equestri. - Le corse ippiche comprendono le gare di cavalli attaccati o montati (galoppo, trotto, concorso con ostacoli* ecc.). Polo.
6. S. invernali. - Disco sul ghiaccio (Hockey). Guidoslitta (bob): skeleton, a due, a quattro. Pattinaggio: maschile, femminile, coppie, velocità m. 500, m. 1500, m. 5000, m. 10.000. Sci: fondo, gran fondo, salto, discesa, discesa femminile, slalom femminile, comunata alpina femminile.
7. S. meccanici. - Automobilismo (su strada e su pista) nelle varie categorie. Ciclismo*: le gare ciclistiche possono essere in linea, in pista, ad inseguimento, a cronometro, a tappe (Giro d'Italia, «Tour de France», ecc.). Le prove olimpiche sono: velocità, inseguimento a squadre, m. 1000 cronometro, m. 2000 tandem, corsa su strada. Una combinazione tra il ciclismo e la corsa podistica è la ciclo-campestre. Motociclismo (su strade e su pista) nelle varie categorie.
8. S. da turismo. - Alpinismo (escursionista, ascensionista, rocciatore, ecc.). Campeggio.
9. Giuochi sportivi
Bocce. Calcio (Foot-ball Association). Golf. Hockey sul prato. Palla a basi (Base-ball). Pallacanestro* (Basket-ball). Pallacorda (Lawn-tennis). Palla a mano (Hazená). Palla a martello (Croquet). Palla a sfratto. Palla a spatola (Cricket). Pallaovale (Foot-ball Rugby). Pallavolo (Volley-ball). Tamburello. Tennis da tavolo (Ping-pong). Tiro alla fune. Volata, ecc.II. LE OLIMPIADI
Nell'antichità la massima espressione degli esercizi atletici veniva data dalle manifestazioni etico-religiose dei giuochi: particolarmente celebri gli Olimpici (v. GIUOCHI).Nell'epoca moderna, per iniziativa del barone Pierre de Coubertin (1863-1937), nel 1892 fu lanciata l'idea di ripristinare i Giuochi Olimpici come la più grande manifestazione sportiva moderna del dilettantismo mondiale. L'iniziativa ebbe successo, e nel 1896 ad Atene con 13 nazioni partecipanti si ebbe la prima Olimpiade moderna. Da quella data, salvo le interruzioni del 1916, 1940 e 1944 dovute a ragioni belliche, la manifestazione si è ripetuta di quattro anni in quattro anni: nel 1900 (Parigi), 1904 (St-Louis), 1908 (Londra), 1912 (Stoccolma), 1920 (Anversa), 1924 (Parigi), 1928 (Amsterdam), 1932 (Los Angeles), 1936 (Berlino), 1948 (Londra) e l'ultima, la XV (la numerazione cronologica computa anche quelle non effettuate) ha avuto luogo nel 1952 a Helsinki con la partecipazione di rappresentante di 70 nazioni. Dal 1924 (Chamonix) a seguito dell'iniziativa presa nel 1921 a Losanna in occasione del Congresso del Comitato Olimpico Invernale, si disputano anche i «giuochi
invernali», che di quattro anni in quattro anni si sono ripetuti nel 1928 (St-Moritz), 1932 (Lake Placid), 1936 (Garmisch), 1948 (St-Moritz), 1952 (Oslo). Le prove ammesse alle manifestazioni olimpiche sono riportate sopra contrassegnate con asterisco.
III. L'ORGANIZZAZIONE
Quasi tutte le attività sportive sono organizzate in federazioni nazionali che, in genere, a loro volta aderiscono a federazioni internazionali e ciò allo scopo di meglio coordinare e sviluppare i problemi inerenti alle singole attività sportive. In Italia il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I.) sorse, ad opera di un gruppo di entusiasti, nell'anno 1908, in occasione della IV Olimpiade (Londra), per coordinare le attività delle federazioni sportive in vista d'ogni Olimpiade, e nel 1927 subì una riforma sostanziale divenendo «la Federazione delle Federazioni». Con la legge del 16 febbr. 1942 n. 426 e le successive modifiche apportate dal R.D.L. 2 ag. 1943 n. 704 e del D.L. 11 maggio 1947 n. 362, il C.O.N.I. attraverso le federazioni sportive «olimpiche» e «non olimpiche» provvede alla conservazione, al controllo ed all'incremento del patrimonio sportivo nazionale; coordina e disciplina l'attività sportiva comunque e da chiunque esercitata; ha il potere di sorveglianza e di tutela su tutte le organizzazioni che si dedicano allo s. e ne ratifica, direttamente o per mezzo delle federazioni sportive nazionali, gli statuti ed i regolamenti, appronta gli atleti ed i mezzi idonei per le Olimpiadi e per tutte le altre manifestazioni sportive nazionali o internazionali, con riguardo alla preparazione olimpica o per il raggiungimento di altre finalità. Per il movimento sportivo cattolico in Italia V. CENTRO SPORTIVO ITALIANO (C.S.I.); FEDERAZIONE ASSOCIAZIONI SPORTIVE CATTOLICHE ITALIANE (F.A.S.C.I.).IV. PROBLEMI RELIGIOSI E MORALI
Le molteplici attività ginnico-sportive ora descritte, avendo come oggetto, una parte non indifferente della educazione dell'uomo, pongono, oltre ai problemi valutati dalle varie scienze positive, anche altri problemi di indole religiosa e morale, la cui soluzione è necessaria per un retto orientamento e per il conseguimento di un fine che sia degno della persona umana, considerata sotto il duplice suo aspetto, naturale e soprannaturale. Ora, soluzione e norme adatte vengono offerte dalla fine analisi dell'argomento, contenuta nel discorso di S. S. Pio XII al «Congresso scientifico nazionale dello s. e dell'educazione fisica» pronunciato l'8 nov. 1952 (AAS, 44 [1952], pp. 868-76).Gli elementi che concorrono all'esercizio dell'arte - e ad un'arte si può egregiamente paragonare l'attività sportiva - sono tre: lo strumento, l'artista, l'utilizzazione dello strumento; essi debbono, come per ogni altra attività, adeguarsi nel loro esercizio al fine o ai fini da conseguire.
Ora, il fine prossimo dello s. è di educare e fortificare il corpo dal lato statico e dinamico; fine più remoto è l'utilizzazione, che l'anima deve poter fare del corpo per lo sviluppo esteriore ed interiore e quindi per il perfezionamento della persona; il fine supremo, che è proprio della persona umana e quindi comune ad ogni sua attività. è di avvicinare l'uomo a Dio e procurarne l'eterna felicità. Nel nostro caso, poi, lo strumento è il corpo; l'artista è l'anima ad esso congiunta in unità di natura; l'utilizzazione è l'esercizio della ginnastica e dello s. Di qui deriva logicamente tutta una serie di insegnamenti preziosi.
a) Il corpo. - Alle meraviglie di struttura e di forme, di funzioni, d'istinti e di energie, che lo rendono un incantevole capolavoro di bellezza, di armonia e di vitalità, il pensiero religioso e morale aggiunge ancora un carattere sacro. Formato, infatti, dal limo della terra, vivificato dall'anima spirituale e immortale, esso fu dal Creatore innalzato alla dignità di tempio di Dio stesso, presente nell'anima, di una presenza tutta particolare, mediante la Grazia soprannaturale, e destinato definitivamente a partecipare alla felicità eterna dell'anima, a cui fu sulla terra unito (I Cor. 6, 13-20; 15,42-43). Tuttavia nel composto umano non ha il primo, ma l'ultimo posto, appartenendo il primato all'anima. Va dunque stimato, rispettato, curato e rinvigorito, ma non divinizzato, come non va divinizzata né la razza, né il sangue, né alcun altro presupposto od elemento somatico.
Inoltre, come conseguenza del peccato originale, gli istinti e le forze del corpo tendono a prevalere sulla retta ragione, trascinando al male. Ora, se vi sono forme di s. che con la loro severità concorrono a raffrenare gli istinti, oltre ve ne sono che li risvegliano con forza violenta e con le seduzioni della sensualità. E vi sono anche le circostanze ambientali, un nudismo né necessario né conveniente, un esibizionismo di gesti e di pose, che inoculano il veleno. Per cui il senso religioso e morale oppone il suo veto a tale maniera di praticare lo s.
b) L'anima. - Senza l'anima, lo s. sarebbe soltanto un vano agitarsi di membra, un'estenazione di bellezze caducche e una soddisfazione effimera; l'anima è il fattore principale e determinante nei movimenti delle membra, nei vari spostamenti agili e avveduti, nelle strette dei muscoli. Perciò lo spirito religioso e morale importa ed esige: 1) che nella estimazione dello s., nei giudizi sulla persona degli atleti, nell'ammirazione delle loro imprese si osservi la gerarchia dei valori e quindi il maggior pregio non sia dato ai muscoli della persona, ma alla persona che meglio sa dominarli e sottometterli all'impero dello spirito; 2) che in caso di conflitto, non si sacrifichino al vantaggio del corpo gli interessi superiori e intangibili dell'anima (proibità, giustizia ed equità, integrità morale e pudore naturale, cura doverosa della vita, della sanità, degli interessi della famiglia e della professione, della fama e dell'onore); 3) che la gioia di possedere forze robuste e capacità di riuscita e di vittoria non venga stimata né l'unico, né il principale elemento dell'agire e quindi né la ginnastica, né lo s. vengano elevati a scopo supremo della vita.
c) La pratica. - Per l'esercizio pratico dello s. occorrerà ricordare che, alla pari di qualunque altra attività, deve assoggettarsi e rispettare la legge naturale e le leggi positive della Chiesa e dell'autorità competente; per conseguenza: 1) si deve santificare il giorno del Signore, adempiendo ai propri obblighi religiosi; 2) ricordare e non preterire gli obblighi familiari, che devono anteporsi alle credute esigenze dello s. e delle associazioni sportive; 3) non esporre sconsideratamente a seri pericoli la vita e la sanità proprie o altrui. Il che, se vale per tutte le forme sportive, a maggior ragione deve valere per l'agonismo, soprattutto professionale, che facilmente può degenerare fino alla brutalità.
Rispettato, così, accuratamente il contenuto religioso e morale dello s., questo si inserirà nella vita come elemento di equilibrio, di armonia e di perfezione, come valido sussidio nell'adempimento degli altri doveri, oltre che come fiorire della sanità fisica e psichica a servizio dello spirito. - Vedi tav. LXXVII.
BIBL. V. GINNASTICA.