TAPPER, RUARD. - Teologo, n. a Encusa (Belgio) il 14 febbr. 1487, m. a Bruxelles il 2 marzo 1559.
Discepolo di Adriano Florensz (il futuro Adriano VI) all'Università di Lovainio, divenne sacerdote, decano della Facultas artium (1517), dottore in teologia (1519), decano della Facoltà teologica lovaniense (1530), inquisitore generale dei Paesi Bassi (1537). Le non comuni doti intellettuali e soprattutto l'equilibrio e la fermezza dimostrata nell'ufficio d'inquisitore, lo resero persona largamente stimata
e influente. Volendo offrire, in formole chiare, la dottrina cattolica da predicare al popolo e da opporre all'eresia protestante, redasse una serie di 59 proposizioni dogmatiche, che poi ridusse a 32. L'opera, edita a Lovainio (1545), ebbe largo successo e meritò l'approvazione di Pio IV (1561). Di queste proposizioni il T. compose due commenti, sintesi del suo insegnamento universitario: Declaratio articulorum... adversus nostri temporis haereses (Lione 1554); Explicationes articulorum... circam dogmata ecclesiastica (Lovainio 1555). Mandato a Trento da Carlo V (sett. 1551), il T. s'impose all'ammirazione del Concilio e lavorò attivamente alla redazione della sess. XIV (Sacramento della Penitenza). Ritornato a Lovainio (apr. 1552), ingaggiò una decisa lotta contro Baius (v.) e si occupò della costituzione di nuovi vescovati nella sua patria.
Oltre le opere ricordate, scrisse: Quaestio quodlibetica de effectibus, quos consuetudo operatur in foro conscientiae (Lovainio 1520); Orationes theologicae (Colonia 1577). Quasi tutte furono adunate in: R. Tapperi omnia, quae haberi potuerunt, opera (ivi 1582).
