TAPPETO

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TAPPETO. - I frammenti rinvenuti nel Turkestán (secc. v-vi) e a al-Fustāt presso il Cairo (secc. VIII-IX) ad annodatura e a decorazione geometrica, oppure ad animali affrontati - anche se di tecnica già perfetta da far presumere una lunga tradizione anteriore - hanno portato qualche luce sulla storia del t., scarsa di fonti e di esemplari antichi.

Secondo l'opinione corrente l'origine del t. è orientale; dall'Asia centrale nel sec. XI popolazioni nomadi ne diffusero l'uso e la lavorazione in Asia minore, Persia, ecc. Il centro più antico di cui si sia conservata la produzione quello turco: sviluppato dopo che la dinastia selgò-

tina per tutto il sec. xvii ad assumere elementi persiani che rielabora con freschezza di vena e spirito di inventiva Diffusissimo il tipo a preghiera, prodotto anche a Ghirordes e a Ladik; sempre in Anatolia nel sec. xviii fioriscono i t. di Bergama e fino alla metà del sec. xix quelli detti di Smirne. I modelli indiani si ispirano direttamente ai t. persiani. Da quasi tutti gli studiosi è ritenuto del Caucaso il tipo comunemente chiamato armeno, detto a draghi (Musco di Berlino), di forma lunga e stretta, stilizzato e arcaico.

Piuttosto recente è l'origine del t. cinese (sec. xviii) che ha influssi sul t. Kašgar del Turkestan orientale degli inizi del sec. xix, mentre in Spagna si ritiene che la produzione risalga al sec. xiii-xiv, epoca alla quale viene riferito il t. detto di sinagoga, decorato del simbolico candelabro, al Museo di Berlino. I più antichi tipi di t. spagnoli (Alcaraz e Cuenca) si riattaccano a quelli anatolici, specie ai cosiddetti di Holbein (Viale). Imitazioni dei t. turchi e persiani fioriscono a Parigi a partire dal sec. xvii nelle fabbriche del Louvre e della «Savonnerie» tuttavia con motivi ornamentali tratti dall'Occidente; fra i più famosi il t. con l'allegoria della morte di Luigi XIII al Musée des Gobelins, la mirabile serie del Louvre e il t. per la cappella di Versailles, ora nella chiesa di S. Eustachio a Parigi. - Vedi tav. CXXIII.

BIBL.: F. R. Martin, A hist. of orient. carpets, Vienna 1908; A. N. Pope, Oriental rugs as fine arts, in Internat. Studio, nov. 1922 e maggio 1923; id., A survey of persian art, Oxford 1938; K. Erdmann, Oriental. Tierpfeche auf Bildern des XIV-XV. Jahr., in Jahrb. der preuss. Kunstsamml., 30 (1929), fasc. IV, p. 262 sgg.; id., Art of carpet making, in Art Islamica, 8 (1941), pp. 121-90; id., Orientpfeche Ausstellung, Amburgo 1950; P. M. Campana, Il. orient., Milano 1945; M. e V. Viale, Arazzi e t. antichi, Torino 1952. Luisa Mortari