TAPPETO. - I frammenti rinvenuti nel Turkestan (secc. v-vi) e a al-Fusṭāt presso il Cairo (secc. viii-ix) ad annodatura e a decorazione geometrica, oppure ad animali affrontati - anche se di tecnica già perfetta da far presumere una lunga tradizione anteriore - hanno portato qualche luce sulla storia del t., scarsa di fonti e di esemplari antichi.
Secondo l'opinione corrente l'origine del t. è orientale; dall'Asia centrale nel sec. XI popolazioni nomadi ne diffusero l'uso e la lavorazione in Asia minore, Persia, ecc. Il centro più antico di cui si sia conservata la produzione è quello turco: sviluppatosi dopo che la dinastia selgū-

TAPPETO - Frammento di t. Ušak a doppio medaglione, proveniente dall'Asia minore (fine sec. XVI, inizi sec. XVII) - Milano, coll. dott. S. Lutomirski.
qide dall'Asia centrale si era trasferita nel vicino Oriente (esempio magnifico il t. del Turk ve Islam Ederlei Müzesi di Costantinopoli, tessuto nel sec. XIII per la moschea di Conia). Altro centro considerevole fin da epoca antica deve essere stato l'Egitto, di cui tuttavia si hanno documentazioni tarde a partire dalla seconda metà del sec. XV; vi era diffuso un raffinato tipo di t. detto « mamelucro », chiamato anche impropriamente di Damasco, con decorazione a disposizione caleidoscopica (v. in Italia: Firenze, Museo Bardini; Campana) e in seguito un tipo a decorazione naturalistica, detta di « corte turca » e un altro, a quadrettature, detto « siriaco ».
La Persia è indubbiamente il centro più notevole; straordinaria la fioritura del sec. XV e la squisita perfezione, che fa del t. una vera creazione d'arte, strettamente legata alla miniatura; essa assume un carattere aulico con lo šāh 'Abbās I il Grande (1587-1628), con un tipo di t. in seta e argento, detto « polacco » (Venezia, basilica di S. Marco e Museo Correr; Firenze, Museo degli Argenti). Magnifico esemplare di t. persiano, forse il più antico, del tipo classico a medaglione centrale con scene di caccia tra viluppi di steli, foglie e fiori, è a Milano al Poldi Pezzoli, datato 1522.
I maggiori centri persiani sono: Tabriz nella Persia settentrionale (che offre un tipo di t. di una raffinatezza e fantasia eccezionali: V. Metropolitan Museum, Nuova York; Hatvany, Budapest; Milano, Poldi Pezzoli; Firenze, Museo del Bargello), Kašān nella Persia centrale (v. Museo di Vienna; Parigi; Stoccolma), Kismann nella regione meridionale e Herāt nella Persia orientale. I t. di Herāt, una volta erroneamente detti di Ispahān, sono a fondo rosso con decorazione a grandi palmette e fiori di loto e talvolta con figure di animali, di una particolare ricchezza e fantasia (Museo di Vienna; Museo civico di Torino; Victoria and Albert Museum di Londra). Forti influssi esercitò il t. persiano su quelli dell'Anatolia, dell'India e del Caucaso. In Asia Minore fiorisce prima la produzione selgōqide (secc. XII-XIV) a decorazione geometrica (fra cui i t. cosiddetti di Holbein), poi quella a figure di animali stilizzati, che si esaurisce nel sec. XV; ma il t. anatolico più diffuso, quello geometrico, detto di Ušak, con-
tinua per tutto il sec. XVII ad assumere elementi persian che rielabora con freschezza di vena e spirito di inventiva Diffusissimo il tipo a preghiera, prodotto anche a Ghiordes e a Ladik; sempre in Anatolia nel sec. XVIII fioriscono i t. di Bergama e fino alla metà del sec. XIX quelli detti di Smirne. I modelli indiani si ispirano direttamente ai t. persiani. Da quasi tutti gli studiosi è ritenuto del Caucaso il tipo comunemente chiamato armeno, detto a draghi (Museo di Berlino), di forma lunga e stretta, stilizzato e arcaico.
Piuttosto recente è l'origine del t. cinese (sec. XVIII) che ha influssi sul t. Kašgar del Turkestan orientale degli inizi del sec. XIX, mentre in Spagna si ritiene che la produzione risalga al sec. XIII-XIV, epoca alla quale viene riferito il t. detto di sinagoga, decorato del simbolico candelabro, al Museo di Berlino. I più antichi tipi di t. spagnoli (Alcaraz e Cuenca) si riattaccano a quelli anatolici, specie ai cosiddetti di Holbein (Viale). Imitazioni dei t. turchi e persiani fioriscono a Parigi a partire dal sec. XVII nelle fabbriche del Louvre e della « Savonnerie » tuttavia con motivi ornamentali tratti dall'Occidente; fra i più famosi il t. con l'allegoria della morte di Luigi XIII al Musée des Gobelins, la mirabile serie del Louvre e il t. per la cappella di Versailles, ora nella chiesa di S. Eustachio a Parigi. - Vedi tav. CXXIII.