TADDEO DI BARTOLO

TADDEO di BARTOLO. - Pittore, n. a Siena intorno al 1362, m. ivi nel 1422; figlio di Bartolo di Mino barbiere e non del pittore Bartolo di Fredi (Vasari).
TADDEO di BARTOLO. - Pittore, n. a Siena intorno al 1362, m. ivi nel 1422; figlio di Bartolo di Mino barbiere e non del pittore Bartolo di Fredi (Vasari).

La più antica opera da lui firmata e datata, un politico del 1389 già in S. Paolo a Collagarli (S. Miniato) e dato per perduto, ricomparve nel 1950 ad un'asta di Londra. Nel 1393, a Genova, s'impegno per la pittura di due altari nella chiesa di S. Luca; tornato in Toscana, condusse gli affreschi del Giudizio nella collegiata di S. Gimignano; nel 1395 dipinse a Pisa per la cappella Sardi in S. Francesco una pala, emigrata poi nel Museo di Grenoble; nel 1397 il Battesimo di Cristo per il battistero di Triora; nel 1400 firma e data il trittico nella Compagnia di S. Caterina della Notte in Siena e nel 1401 il grandissimo trittico con l'Assunzione per il duomo di Montepulciano, la più vasta pittura su tavola di tutta la scuola senese. Dal 1406 al 1408 affresco le Storie della Vergine (ora in parte ridipinte) nella cappella interna del Palazzo pubblico di Siena: il ciclo si completa con gli affreschi dell'anticappella, eseguiti nel 1414. Del 1409 è l'Annunciazione tra i ss. Cosma e Damiano della Pinacoteca di Siena (n. 131), una delle sue opere più importanti. L'ultimo suo lavoro datato è la Madonna del 1418 nel Museo Fogg di Cambridge, Mass. (U.S.A.). T. concluse nobilmente sull'avanzato Quattrocento la tradizione pittorica iniziata nella prima metà del Trecento con i Lorenzetti: artista privo di slanci, ma sempre dignitoso e corretto, contribuì a diffondere nuovamente la pittura senese oltre i confini della sua città, in Liguria come in Umbria e in Sicilia.

BIBL.: Thieme-Becker, XXXII (1938), pp. 395-97 con la bibl. precedente; Venturi, V (1907), p. 750 segg.; P. Toesca, Il Trecento, Torino 1951, pp. 601-602; E. Sandberg Vavali, Sienese studies, Firenze 1953, pp. 218-23. Enzo Carli