Giovanissimo, trovò lavoro alla Corte di papa Gregorio XIII. Si dedicò poi specialmente all'incisione confermando le sue doti di narratore facile e piacevole, anche se talvolta un po' superficiale, di scene di caccia, battaglie e convitti. Il T. è ad ogni modo un manierista che apre già la porta al vero barocco con un finissimo senso della decorazione. Nonostante la sua vasta produzione pittorica, non sono molti i dipinti che oggi si possono attribuire con sicurezza. Tuttavia dei più importanti, secondo il parere generale, sono, tra gli affreschi, quelli della Galleria Vaticana (oggi Galleria delle carte geografiche); la Fama e l'Onore nella Loggia degli Svizzeri; alcune decorazioni nel Palazzo Rospigliosi, al Quirinale, nei palazzi Santacroce e Giustiniani, nella cappella di S. Giovanni in Fonte, di S. Antonio Abate a S. Giovanni de' Fiorentini, a S. Stefano Rotondo, a S. Pancrazio in Roma e le decorazioni alla Scala regia di Palazzo Farnese a Caprarola; quindi in diverse gallerie. Tra le incisioni: scene della vita di S. Giorgio; 12 scene della vita di Alessandro Magno; le metamorfosi di Ovidio; infinite scene, lavorate in collaborazione con il Bartsch, e la illustrazione della Gerusalemme Liberata del Tasso con scene a piena pagina.
TEMPESTA, ANTONIO
BIBL.: G. Baglione, *Le vite dei pittori*, Roma 1642, pp. 202-281; A. Bertolotti, *Artisti lombardi a Roma*, II, Mantova 1884; H. Voss, *Die Malerei der Spätrenaissance in Rom und Florenz*, Berlino 1920; I. Callari, *I palazzi di Roma*, Roma 1928, p. 148; A. Calabi, *L'incisione italiana*, Milano 1931; W. Weisbach, *Pittura francese del XVII sec.*, Berlino 1932; Thieme-Becker, XXXII, p. 516.