GALIANI, CELESTINO

GALIANI, Celestino. - Monaco e abate dei Celestini, n. a. S. Giovanni Rotondo (Foggia) l'8 ott. 1681, m. a Napoli il 26 luglio 1753. Eruditissimo, insegnò teologia morale e S. Scrittura nel Collegio celestino di S. Eusebio a Roma (1707-18), indi dogmatica e storia ecclesiastica alla Sapienza (1718-23); fu quindi nominato procuratore (1723-28) e poi abate generale (1728-31) dell'Ordine. In quest'anno fu promosso all'arcivescovo di Taranto, che l'anno seguente (1732) cambiò con la cappellania maggiore del Regno di Napoli, cui era annesso l'arcivescovo titolare di Tessalonica.

Il G. molto fu adoperato in negoziati di importanza; nel 1727 fu incaricato da Carlo VI di Austria di comporre con la S. Sede la questione della Legazione di Sicilia; nel 1737-41 negoziò e condusse a termine il Concordato tra la S. Sede il re di Napoli, Carlo di Borbone, che lo aveva già nominato suo consigliere e cancelliere dell'Ordine di S. Carlo. Dal 1741 alla morte fu anche presidente del tribunale misto.

Come cappellano maggiore fu anche direttore e prefetto generale degli studi nel Regno; dal 1732 al 1736 compì un'importante riforma della Università, fino allora quasi estranea ad ogni movimento di cultura. Nella sua relazione egli riconosce il diritto all'esistenza dell'insegnamento privato e afferma la necessità di una stretta cooperazione tra l'istruzione pubblica e la privata. Obbliga i professori universitari ad esporre la materia dell'insegnamento ufficiale e non altra: ai privati poi, che lo vogliano, da facoltà di aprire scuole, previo esame dinanzi al cappellano maggiore.

Non pubblicò opere, tranne la tesi di scuola e le relazioni ufficiali. Va ricordato anche come zio ed educatore di Ferdinando G.

BIBL.: G. Gentile, Studi vicinini, Messina 1915, passim; G. M. Monti - A. Fazio, Da Raffredo di Benevento a F. de Sanctis, Napoli 1926, passim; F. Nicolini, Mons. C. G., saggio biografico, ivi 1931. Celestino Testore