GIOVANNI de BRITTO, santo. - Missionario e martire della Compagnia di Gesù. N. a Lisbona da famiglia nobile il 1º marzo 1647, fu da ragazzo paggio e compagno del principe Pietro di Braganza, il futuro re Pietro II.
Entrato nel noviziato nel 1662 e ordinato sacerdote nel 1673, s'imbarcò lo stesso anno per le Indie orientali, dove fu destinato alla missione di Madura.
Lavorò prima nella parte settentrionale di essa, nei regni di Gingi e di Tanjore, in mezzo a grandi pericoli per le guerre civili e le persecuzioni. Superiore della missione nel 1685, scese l'anno seguente più al sud, nel regno di Marava, ma vi fu arrestato, torturato, condannato a morte e dovette la sua liberazione a una rivoluzione di palazzo. Alla fine dello stesso anno (1686), era mandato in Europa, come procuratore della provincia di Malabar, ma, impedito dalla corte portoghese di recarsi a Roma, salpò di nuovo da Lisbona per l'Oriente nel 1690, nonostante il desiderio di re Pietro II di ritenere come membro del Consiglio delle Indie e precettore del suo figliuolo. Nell'India, dopo aver fatto la visita canonica della missione del Madura, riprese il suo lavoro nel Marava. Ma, a causa d'una delle mogli illegittime licenziate da un principe regio convertito, i bramini eccitarono il Re contro il missionario. Arrestato e condotto alla corte, G. de B. fu decapitato a Oreyur il 4 febbr. 1693. Fu beatificato il 17 febbr. 1852 e canonizzato da Pio XII il 22 giugno 1947. Festa il 4 febbr.