GIOVANNI BATTISTA de' ROSSI, santo. - N. il 22 febbr. 1698 a Voltaggio (Genova) da Carlo e Francesca Anfossi, m. a Roma il 23 maggio 1764. A dieci anni andò a Genova come paggio della nobile famiglia Scorza, dove, ammirato per la pietà e gl'innocenti costumi da due Cappuccini di passaggio per Roma, venne fatto chiamare alla città eterna da uno zio, provinciale dei medesimi e da un cugino canonico di S. Maria in Cosmedin. Vi arrivò nel 1711 tredicenne e vi rimase oltre cinquantatré anni, non uscendone più se non per breve tempo e in luoghi vicini, come Ariccia, Albano, Civita Castellana, Tivoli.
Preso alloggio dal cugino d. Lorenzo, frequentò le scuole del Collegio Romano fondato da Gregorio XIII (Archiginnasio Romano), cui concorrevano allora un gran numero di giovani secolari italiani e stranieri, sicché il Santo poté dire d'essersi ivi incontrato col meglio del mondo cattolico. Seguiti i corsi di umanità e di scienze, ottenendo sempre i primi gradi, si adottò in filosofia difendendo pubblicamente la tesi con molte lodi. Entrato in Teologia ebbe un forte esaurimento ed i primi attacchi dell'epilessia, da cui fu afflitto durante tutta la vita. L'indebolimento gli venne in seguito ad una indiscreta penitenza nel mangiare e nel bere, che egli aveva intrapresa per correggersi da alcuni mancamenti di lingua, nei quali per il suo carattere giociale e canzonatore soleva cadere. Tale esperienza gli servì ad ammaestrare gli altri, giacché in seguito raccomandava ai giovani di non fare penitenze eccessive. Nonostante ciò non interruppe gli studi, ma li continuò in modo più facile dai Domenicani di S. Maria sopra Minerva, i quali, spicando come testo la Somma di S. Tommaso, non esigevano negli uditori la fatica di

in cui nacque S. G. B. de la Salle a Reims con la caratteristica
* tourelle *.
prendere appunti scritti. Nel frattempo il Santo proseguiti a frequentare nel Collegio Romano la Congregazione detta della Scaletta, in cui era entrato quattordicenne, in cui aveva l'ufficio di sagrestano, e dove alla scuola del celebre educatore p. Francesco Maria Galluzzi S. I. aveva appreso la devozione a S. Luigi Gonzaga. Il p. Galluzzi l'introdusse nel ristretto dei SS. Apostoli, e divenutone il confessore per oltre vent'anni, lo lanciò nell'apostolato. Ordinato sacerdote il 19 marzo 1721, G. B. fece nello stesso giorno il voto di non chiedere mai alcun benefizio ecclesiastico e di non accettarlo, salvo che gli fosse stato imposto per ubbidienza, e si iscrisse al ristretto dei sacerdoti che era nell'Oratorio del Caravita, cominciando d'allora una vita tutta dedita al ministero sacerdotale, dedicandosi all'educazione spirituale dei poveri, a S. Dorotea presso Ponte Sisto, a Palazzo Chigi. A S. Galla, a Ripa Grande, visitando gl'infermi negli ospedali, predicando missioni al popolo. A 39 anni di età fu fatto canonico di S. Maria in Cosmedin, al posto dello zio defunto, e tosto vendette e donò ai poveri ed alle opere pie tutta l'eredità che ne aveva avuta, passando ad abitare alla Trinità dei Pellegrini. Ivi chiuse i suoi giorni, dopo violenti attacchi epilettici. Fu confessore e considerare fra i più quotati del clero romano. Apprezzava e raccomandava come uno dei più importanti il ministero delle confessioni; negli ultimi suoi vent'anni dedicava ogni giorno da quattro a cinque ore, e talvolta undici e dodici, a tale ministero. I processi ordinari di beatificazione furono iniziati nel 1781 sotto Pio VI, fu beatificato da Pio IX nel 1860 e canonizzato l'8 dic. 1881 da Leone XIII. Festa il 23 maggio.
BML: G. M. Toietti, Vita del servo di Dio G. B. de R. Roma 1768; M. Tavani, Vita del b. G. B. de R., ivi 1867; [H. M. Cormier], Un ami du peuple. St Jean-Baptiste de R., ivi 1901; J. Baudot-J. Chaussin, Vies des saints et des bienheureux, V. Parigi 1947, p. 457 sgg. Arnaldo M. Lanz