GIOVANNI da PENNA S. GIOVANNI, beato. - Uno dei primi discepoli di s. Francesco d'Assisi, n. a Penna S. Giovanni (Maccarata) ca. il 1193, m. ivi nel 1270 (o 1271).
Ricevuto nell'Ordine nel 1213, conobbe s. Francesco nel Capitolo generale di Assisi del 1217, e da lui fu inviato in Linguadoca per fondarvi conventi insieme ad una trentina di frati. Tornato nella Marca fu superiore in diversi conventi; l'opera sua rifuse principalmente nella nativa città di Penna. Senza spargimento di sangue, riuscì a comporre l'accordo tra i conti Aldobrandini ed i loro sudditi, e nel 1248 la città si erigeva a Repubblica, come libero comune. La costituzione è un monumento di saggezza e di giustizia.
Il documento, scoperto nel 1948 da R. Cecchetti nell'Archivio storico di Penna S. Giovanni, rappresenta un rarissimo esemplare di Charta libertatis, di cui qualche esempio trovasi in Toscana e in Lombardia. È stato studiato dal prof. Pier Silverio Leicht dell'Università di Roma ed è considerato fondamentale per una completa inquadratura storica del diritto italiano. Con tale Charta, Pennab, in anticipo di secoli sugli Stati moderni, istituzioni per cui i popoli ebbero sanguinosamente a combattere, come ad es., il diritto del parlamento; la concessione delle terre ai sudditi fatta con criterio di perfetto equilibrio tra capitale e lavoro, cioè con la divisione dei prodotti «ad partibus» o «ad portionem», con diritto ai coloni del riscatto dopo alcuni anni.
GIOVANNI DA PENNA S. GIOVANNI - GIOVANNI PISANO
era un colto e pio monaco cluniacense, fiorito ca. il 1340. Tutte queste sembrano pure congetture. Casimir Oudin (Commentarius de Script. Eccles., III, Parigi 1722, p. 1088), ripete Leland e Pitts. Il Chronicon venne ristampato nel 1845 e nel 1849.