GIOVANNI (BURALLI) da PARMA, beato. - Sesto ministro generale dell'Ordine francescano, n. a Parma ca. il 1208, m. a Camerino il 19 marzo 1289. Fattosi minorita verso il 1233, fu lettore di teologia a Bologna, Napoli e Parigi (1245); eletto generale dell'Ordine nel Capitolo di Lione del 1247.
Di santa vita e portato all'austerità favori, durante il suo ufficio (1247-57), i frati selanti, sempre più fervidi sostenitori delle dottrine gioachimite, cui personalmente aderì pure G. Durante le prime lotte universitarie con i Mendicanti, a Parigi, il più generale fece opera di conciliazione, apprezzata dagli avversari. Acuitesi le accuse contro i frati gioachimiti, la posizione di G. (cui molti ascrissero pure l'Introductorix in Evangelium aeternum di Gherardo da Borgo di S. Donnino, 1254) si rese insostenibile; gli successe nel generalato s. Bonaventura che dovette istituire un processo a carico del predecessore (Città della Pieve, più probabilmente 1263). G. si ritirò nel conventino di Greccio, donde uscì dopo trent'anni per recarsi in Oriente per la causa dell'unione delle Chiese, ma morì in viaggio. Aveva partecipato al I Concilio di Lione (1245) ed era già stato legato di Innocenzo IV in Grecia nel 1249-50. Il suo culto fu confermato nel 1777 da Pio VI; festa il 20 marzo.
Lasciò (inedite) varie opere teologiche e scritturistiche; molto dubbia è l'attribuzione a lui fatta posteriormente (tacenti i coevi, Salimbene e altri che lo avvicinarono) del celebre Sacrum commercium b. Francisci cum domina paupertate. Il nome di G. fu sempre invocato con venerazione e a scopo polemico dagli Spirituali.