GIOVANNI DI BALDUCCIO (BALDUSCI, GIOVANNI DA PISA)

GIOVANNI di BALDUCCIO (BALDUSCI, GIOVANNI DA PISA). - Scultore, n. a Pisa sul finire del sec. XIII. Se ne hanno notizie in documenti fino al 1349. A Pisa tra il 1317 e 1318 lavorava in Duomo sotto la guida di Giovanni Pisano, Tino di Camaino e Lupo di Francesco.

Qualche tempo dopo elevava il pulpito oggi nell'oratorio della Misericordia a S. Casciano presso Firenze e nel 1328 la tomba per il figlio di Castruccio Castracane nel S. Francesco di Sarzana. Poi nel 1339 il maestro era a Milano, ove scolpiva l'arca di S. Pietro Martire in S. Eutorgio mettendo a frutto oltre le sue esperienze toscane la conoscenza delle opere dei maestri di Campione. Poco tempo dopo dové essere a Cremona ove gli vengono assegnate tre statue nella loggia che sovrasta l'ingresso della Cattedrale. Tornato a Milano nel 1347, firmava la porta di S. Maria di Brera, oggi frammentaria, nel Museo archeologico di quella città. Nel 1349 fu richiamato in patria per assumere la direzione dei lavori dell'Opera del Duomo, ma non risulta che abbia accolto l'invito. Dopo aver fatto conoscere in Lombardia le forze della nuova plastica toscana esercitando notevole influsso in quell'ambiente artistico, G. di B. mostrò, a sua volta, di intendere alcuni intimi valori della plastica dei maestri di Campione, cosicché tanto nella tomba di S. Pietro Martire come nelle tre statue di Cremona appartengono evidenti, rispetto alle sue opere più antiche, improvvisa squisitizzate di forma e di sentimento. Queste mostrano come G. abbia saputo mettere a frutto la nuova esperienza da lui fatta in Lombardia, innestandola alla sua precedente cultura toscana.

BIBL.: A. Venturi, Balducci, in Thieme-Becker, II, pp. 401-402; E. Lavagnino, L'arte medievale, Torino 1936, pp. 601-604. Emilio Lavagnino