GIOVANNI DI EFESO

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GIOVANNI di EFESO. - Chiamato così perché lavorò maggiormente in Efeso, ma n. ad Amida (Siria) all'inizio del sec. VI e m. ca. il 586. Questo monaco monofisita, comparso nel 535 a Costantinopoli, godette durante 30 anni del favore di Giustiniano, riuscendo a insediarsi come vescovo monofisita nella sede patriarcale bizantina. Ma dal 572, dopo l'avvento dell'antimonofisita Giustino II, dovette soffrire ogni sorta di persecuzioni, che lo obbligarono quasi sempre a una vita raminga.

G. è autore di due pregevoli opere scritte in siriaco: la Storia dei santi orientali, interessante per le vicende del monachesimo nella Mesopotamia (ed. E. W. Brooks: PO 17, 1; 19, 2), e una Storia ecclesiastica, che abbraccia il tempo da Giulio Cesare fino al 585, divisa in 3 parti di 6 libri ciascuna. Soltanto la 3a parte (575-85) ci è giunta sostanzialmente completa e direttamente trasmessa (ed. E. W. Brooks, Corpus Scriptorum Christianorum Orient., Script. Syri, III, III, Parigi 1935; con versione latina, Lovanio 1936).

BIBL.: A. Baumstark, Geschichte der syrischen Literatur, Bonn 1922, pp. 181-82 (con bibl.). Ignazio Ortiz de Urbina