GIOVANNI di Fruttuaria (Giovanni Uomo di Dio). - Abate benedettino vissuto nella prima metà del sec. XI, m. o Fruttuaria verso il 1050. Menò prima vita eremitica, ma fu attratto a quella cenobitica del b. Guglielmo di Dijon. In questa abbazia visse dedito agli studi e alla pietà, nella quale si distinse in modo particolare. Altra sua dote fu quella di una grande prudenza che dimostrò soprattutto da superiore a Fruttuaria, di cui fu il primo abate.
A G. è stata rivendicata la paternità di un opuscolo molto noto e pregevole, attribuito a s. Bernardo fin dal sec. XII: il *Tractatus de ordine vitae et morum institutione*. Questa operetta, che ebbe parecchie edizioni, esercitò molto influsso nella spiritualità del tempo e ancora nei secoli seguenti. Essa è destinata alla formazione dei novizi e dei giovani monaci, ai quali inculca l’esercizio delle virtù praticate nello spirito della Regola di s. Benedetto. Sono analizzate con cura ed esattezza le virtù monastiche e quelle morali, come pure i vizi opposti; ciò che rivela in G. un autore molto riflessivo e buon conoscitore delle anime. Ha una certa tendenza all’austerità, e la sua visione della vita regolare è piuttosto severa. Dall’abbazia piemontese di Fruttuaria, che fu un centro di riforma monastica nell’Italia del nord ed in un grande numero di abbazie germaniche, le idee di G. esercitarono la loro benefica influenza in quei luoghi che seguivano gli usi di quel monastero.