GIOVANNI di GALLES (WALES, Gualensis, l'alensis). - Celebre teologo dei Frati minori, inglese, n. nella contea di Wales, nella prima metà del sec. XIII, m. a Parigi ca. il 1303 (secondo il Little, m. il 3 apr. 1285). Il corso dell'insegnamento accademico di G. si riassume oggi in queste date fondamentali: sesto lettore dello Studio minoritico di
Oxford nel 1259-62, a Parigi ca. il 1270 e quivi stesso reggente di Studio nel 1281-83. Nell'ott. 1282 ebbe dall'arcivescovo Giov. Pecham (v.), suo discepolo, l'incarico di trattare col ribelle principe Llewelyn di North Wales. Nel 1283 a Parigi fu uno dei 5 esaminatori delle dottrine di P. Olivi; vi tenne prediche il 29 apr. e il 1° maggio. Fu detto onorificamente arbor vitae. Fecondo scrittore, lasciò numerose opere, molto varie nell'argomento, ma per lo più morali e ascetiche, conservate in ca. 100 manoscritti (secc. XIII-XV) e in parecchie edizioni (12 tra 1470 e 1520) che ne testimoniano il valore e la diffusione.
Si ricordano tra esse: Communioquium, o Summa collationum (Bruxelles 1472 e altrove; esortazioni ed esempi ad ogni genere di persone); Breviloquium de virtutibus antiquorum principum (edito con l'opera precedente); Compendiloquium de vitis illustrium philosophorum... (ivi); Breviloquium sapientiae sive philosophia sanctorum (ivi); trattati morali De Poenitentia, De septem sitit, De decem praeceptis, ecc.; postille all'Apocalisse (dubbia) e alle Epistole pooline, e altre opere scritturistiche e morali dubbie; piuttosto dubbio è pure il commento in 4 Sententiarum, stampato sotto il suo nome (Lione 1511); va tuttavia meglio a lui attribuito il trattato manoscritto De arte praedicandi, da taluni prima negato. In alcuni manoscritti passa pure sotto il suo nome una Expositio regulae Ord. Minorum (ed. in Firmamentum, III, Venezia 1513, ff. 98-106). Il Gallese è buon teologo, e piuttosto un buon moralista, con intenti pratici, secondo l'ideale tracciato da s. Francesco nella sua Regola. Egli stesso si dice «ignorante di filosofia», ma bisogna anche tener conto della grande stima dottorale che ebbe presso i contemporanei. Esistono ancora 4 diverse versioni italiane di un suo trattato, fatte nel '300 e '400.
Un altro G. di G., O. F. M., fu promosso maestro in teologia nel 1368 per ordine di papa Urbano V, e fu lettore a Londra.