Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952

PECHAM, JOHN (IOANNES PECKAM, PECKHAM, PECCAMUS, PECHAMUS)

English Cita

PECKAM, JOHN rimanda qui.

Noto anche come: tedesco: Johannes Peckham; inglese: Archbishop Peckham

PECHAM, JOHN (IOANNES PECKAM, PECKHAM, Peccamus, Pechamus). - Teologo e filosofo francescano, n. a Patcham (nel Sussex in Inghilterra) ca. il 1215-20, m. l'8 dic. 1292. Verso il 1250 entrò a Oxford nell'Ordine dei Frati Minori. A Parigi divenne «magister in theologia» e poi «regens in scholis» (1269-71), fu in relazione con s. Tommaso d'Aquino e prese viva parte alla lotta tra il clero secolare e gli Ordini mendicanti con l'opera apologetica De perfectione evangelica, diretta contro Gerardo di Abbeville e, nell'ultimo capitolo, contro Guglielmo di St-Amour.

Ritornato in Inghilterra, nel 1272 introdusse a Oxford, pare per primo, le dispute de quodlibet. Eletto ministro provinciale dai Francescani inglesi nel 1274, partecipò al Capitolo generale di Padova (1276) e nel medesimo anno o poco dopo divenne, primo dei Francescani, maestro del S. Palazzo. Promosso alla sede arcivescovile e primaziale di Canterbury, il 28 genn. 1279, svolse un'intensa attività pastorale adunando concili, riformando conventi, predicando la Crociata e difendendo strenuamente la libertà della Chiesa contro le ingerenze del potere civile. Nella scolastica è denominato Doctor ingeniosus.

Assai numerosi sono i suoi scritti. Tra le opere scritturistiche si ricordano: Collectanea Bibliorum (Parigi 1513, 1514; Colonia 1541); Postilla in Cantica Canticarum (inedito); Postilla in Lamenta, Ieremiae (ed. in Opera omnia s. Bonaventurae, VII, Quaracchi 1897, pp. 615-51); De numeris o De mystica interpretatione numerorum in S. Scriptura (i primi cinque capitoli sono editi in Tractatus de anima Ioannis P., Firenze 1928, pp. 138-44) e diversi altri commenti biblici. Più interessanti le opere filosofiche e teologiche: Perspectiva communis, che ha avuto molte edizioni, essendo stata adottata come testo nelle università (un'edizione illustrata in italiano [Venezia 1593] fu curata da G. P. Gallucci); Tractatus spheræ; il commento al I. delle Sentenze di Pietro Lombardo (inedito, eccettuate alcune questioni); Summa de esse et essentia (Firenze 1928); quattro Quodlibet (è edito [Roma 1938] solo quello detto romano); delle molte questioni disputate sono edite quelle di carattere psicologico (Münster 1918), alle quali si connette per il soggetto il Tractatus de anima (Firenze 1948). Di particolare interesse per la spiritualità francescana, sono, oltre il De perfectione evangelica già segnalato, il Canticum pauperis (in Bibliotheca ascetica franciscana medii aevi, IV, Quaracchi 1905, pp. 133-205); il Tractatus contra R. Kilwardby (Napoli e Aberdeen 1910) e le questioni: De pueris oblatis (Quaracchi 1925) e De paupertate (Münster 1917), e secondo F. Delorme (cf. Studi francescani, 3ª serie, 4 [1932], p. 49 e più diffusamente Collectanea Franciscana, 15 [1945], pp. 7-12) anche Explicatio regulae Fratrum Minorum, già attribuita a s. Bonaventura e edita fra le sue opere (VIII, Quaracchi 1898, pp. 391-437). Oltre a varie composizioni poetiche e gli atti del suo episcopato (Registrum Ioannis P., ed. in The Canterbury and York Society, Londra 1908), sono interessanti per la storia dell'epoca i tre volumi del suo Registrum epistolarum (ivi 1882-85).

P. è riconosciuto come uno dei migliori rappresentanti della corrente agostiniana della scolastica, fedele alle direttive di Alessandro di Hales e di s. Bonaventura. Nel 1284 riconfermò la condanna, già emanata dal suo predecessore R. Kilwardby, contro l'aristotelismo tomista, e il 30 dic. 1286 a Londra censurò altri «errores damnati». In teodicea P. ammette l'evidenza immediata dell'esistenza di Dio, riconosce come valevole l'argomento ontologico di s. Anselmo, e nega la possibilità della creazione eterna. In psicologia dà particolare risalto all'illuminazione: «Acquiritur animae scientia occasione per sensus praestita, sed causa scientiae est lux aeterna» (Tract. de anima, cap. 3); pone un doppio intelletto agente: uno increato (Dio) e l'altro creato (le facoltà attive dell'anima); difende la possibilità della dimostrazione con «argomenti irrefragabili» della immortalità dell'anima; sostiene l'autodeterminazione della volontà e il suo primato sull'intelletto. In queste e in altre parti del suo sistema, si nota uno sforzo costante di restare fedele all'agostinismo tradizionale e di accogliere i migliori elementi dell'aristotelismo e di Avicenna.

Bibliografia15 opere
BIBL.: fra i numerosi studi di H. Spettmann, che fu tra i primi a rivalutare l'opera ed il pensiero di P., si segnalano: Quellenkritisches zur Biographie des J. P., in Franz. Studien, 2 (1915), pp. 170-207, 266-85; id., Die Psychologie des J. P. (Beiträge zur Geschichte der Philosophie und Theologie des Mittelalters, 20, vi), Münster 1919; id., Der Sentenzenkommentar des Franziskanerbischofs J. P., in Divus Thomas (Friburgo), 5 (1929), pp. 327-45; inoltre F. Ehrle, J. P. über den Kampf des Augustinismus u. Aristotelismus in der zweiten Hälfte des XIII. Jahrhunderts, in Zeitschr. f. kath. Theol., 13 (1889), pp. 172-93; il medesimo autore aggiunge ulteriori discussioni e documenti in L'agostinismo e l'aristotelismo nella scolastica del sec. XIII, Roma 1925; C. L. Kingsfor - A. G. Little, Bibliography of J. P.'s writings, in British Society of franciscan studies, II, Aberdeen 1910, pp. 1-12; A. Callebaut, J. P. et l'augustinisme, in Archivum Franciscanum historicum, 18 (1925), pp. 441-72; I. Rohmer, La théorie de l'abstraction dans l'école franciscaine d'Alexandre d'Hales à J. P., in Archives d'hist. doctr. et litt. du moyen âge, III, Parigi 1928, pp. 178-84; A. Teeter, s. v. in DThC, XIII, coll. 100-44, con bibl.; V. Doucet, Notulae bibliographicae de quibusdam aperibus Fr. I. P., in Antonianum, 7 (1933), pp. 307-28, 425-59; P. Glorieux, Répertoire des maîtres en théologie de Paris au XIIIe siècle, II, Parigi 1934, pp. 93-98, con l'indicazione dei codici e delle edizioni, da completarsi col supplemento di V. Doucet in Archivum Franciscanum historicum, 27 (1934), p. 458 sg.; G. Melani, La predicazione di G. P., in Studi francescani, 3ª serie, 13 (1941), pp. 198-220; id., Tractatus de anima J. P., Firenze 1948, con bibl.; D. L. Douie, Archbishop P. sermons and collections, in Studies in medieval history presented to F. M. Powicke, Oxford 1948, pp. 269-82; I. Smith, The attitude of I. P. toward monastic houses under his jurisdiction, Washington 1949.

Gaudenzio Melani

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 1042–1043.

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Altre voci di Gaudenzio Melani: PONCIUS (PONCE), JOHN · QUAGLIA, GIOVANNI · RICCARDO DI MEDIAVILLA · MERINERO, JUAN DE · MENSING (MENSINCK), JOHANN

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Melani, Gaudenzio. “Pecham, john (ioannes peckam, peckham, peccamus, pechamus).” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 1042–1043. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/pecham-john-ioannes-peckam-peckham-peccamus-pechamus.

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Melani, Gaudenzio. “Pecham, john (ioannes peckam, peckham, peccamus, pechamus).” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 1042–1043. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/pecham-john-ioannes-peckam-peckham-peccamus-pechamus.

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