PECCI, GIUSEPPE. - Cardinale, n. a Carpineto Romano (diocesi di Anagni) il 15 dic. 1807, m. a Roma l'8 febbr. 1890. Fratello di Gioacchino, che fu poi Leone XIII, seguì con lui i primi studi nel Collegio dei Nobili in Viterbo, diretto dai Gesuiti.
Entrò, nel 1824, nella Compagnia e vi rimase fino al 1848 quando, costretto dai moti rivoluzionari a disperdersi, riuscì a tenersi occulto a Roma né, tornata la calma, si sentì di riunirsi ai suoi confratelli e uscì dall'Ordine, passando a Carpineto. Più tardi fu chiamato dal fratello, allora arcivescovo di Perugia, a insegnare filosofia in quel Seminario. Nel 1861 divenne docente di filosofia superiore all'Università di Roma, ma nel 1870 perdette la cattedra per il rifiuto di prestare giuramento di fedeltà al governo italiano.
Leone XIII lo nominò vice bibliotecario di S. Romana Chiesa, creandolo quindi cardinale diacono di S. Agata alla Suburra, nel Conciestro del 12 maggio 1879. Fu inoltre prefetto degli Archivi Vaticani e presidente dell'Accademia romana di S. Tommaso d'Aquino.
Nel 1889 domandò di rientrare nella Compagnia di Gesù, spinto anche dal Pontefice, suo fratello, che ne fece domanda al p. generale A. M. Anderledy; e nel luglio rinnovò nella sua privata cappella i voti solenni, che furono ricevuti dal card. C. Mazzella, in nome del generale (cf. P. Galletti, Mem. storiche intorno al p. Ugo Molza, Roma 1912, pp. 435-41).
Dotato di forte ingegno, si distinse come cultore di studi filosofici, fu tra i più caldi sostenitori della filosofia tomistica, tanto da contribuire validamente alla preparazione dell'ente. Aeterni Patris, del 4 ag. 1879, ed alla successiva applicazione delle norme in essa emanate, affinché in tutte le scuole cattoliche fosse insegnata la dottrina dell'Aquinate.
Tra i suoi scritti principali si ricordano: Parafrasi e dichiarazioni dell'opuscolo di S. Tommaso «De Ente et Essentia» (Roma 1882); S. Tommaso circa l'influsso divino e la scientia media (ivi 1882); Osservazioni sopra alcuni errori di Kant (ivi s. d.); Studi sulla psicologia (ivi s. d.).
Mario de Camillis-Celestino Testore