Durante il suo regno, il governo del paese rimase nelle mani di elementi anticlericali, per cui le relazioni con la Chiesa furono tese, sebbene nel 1857 venisse composto, in un certo senso, lo scisma portoghese delle Inf. Infatti il 21 febbr. di quell'anno Pio IX e Pedro V, avendo risolto fare un trattato, nel quale si stabilìvano gli articoli di concordia per la continuazione dell'esercizio dei diritti di patronato della corona portoghese nell'India e Cina, conclusero un concordato negoziato dal card. Di Pietro, pronunziò apostolico in Portogallo, e dal ministro Rodrigo da Fonseca Magalhães. Tale concordato conferiva l'esercizio del diritto di patronato della corona portoghese sulla Chiesa metropolitana di Goa, in India, e di quella vescovile di Macao in Cina. Inoltre la S. Sede consentiva ad accordare l'istituzione canonica ai prelati nominati e presentati dal sovrano ed a sottoporre nuovamente alla giurisdizione della Chiesa metropolitana di Goa le diocesi già sottomesse, a mano a mano che «si anderà concludendo e approvando la circoscrizione delle diocesi suffragane dell'India», allora di fatto soggette a vicari apostolici.
PEDRO V, RE DEL PORTOGALLO
Bibl.: J. de Vilhena, Don P. V e o seu reinado, 3 voll., Coimbra 1921; H. V. Livermore, A history of Portugal. Cambridge 1947, pp. 434-36. Il testo del concordato in A. Mercati, Raccolta di concordati su materie ecclesiastiche tra la S. Sede e autorità civili, Roma 1919, pp. 541-52. Silvio Furlani