GIOVANNI DI POULLLY (DE POLLICAO)

GIOVANNI di Poullly (de Pollicao). — Filosofo e teologo scolastico, m. dopo il 1322.

Discepolo di Goffredo di Fontaines (de Fontibus), nel 1295 divenne magister artium, prima del 1307 doctor theologiae e insegnò come tale per ca. due decenni a Parigi. Fu uno dei professori consultati nel processo contro i Templari, e si dimostrò uno dei più accesi avversari dell’Ordine.

Interessanti particolari sul processo vengono ricordati nei suoi Quodlibeta. Nel conflitto circa i privilegi degli Ordini mendicanti, che tornò a divampare dopo il Concilio di Vienna (nel Delfinato), prese posizione contro il privilegio delle confessioni in maniera così aspra, che fu accusato presso la Curia e dovette ritrattarsi (1321; cf. Denz-U, 491-93). Sembra che dopo questa condanna abbia continuato a insegnare a Parigi senza altri incidenti. La sua posizione dottrinale dipende assai dall’intellettualismo di Goffredo di Fontaines, presenta però anche molti tratti tomistici e non è del tutto libera dagli influssi dello scetticismo e del fideismo allora in voga. Opere principali:

5 Quodlibeta, disputati fra il 1307 e il 1312, e Quaestiones ordinariae (tutte inedite).

Bibl.: Hist. litt. de la France, XXXIV, Parigi 1914, pp. 220-81; P. Glorieux, La litt. quodlibétique, I, Le Saulchoir 1924, pp. 223-28; id. Répert. des maîtres en théol. de Paris au XIIIe siècle, I, Parigi 1933, pp. 450-52; J. Koch, Der Prozess gegen den Magister Johannes de Polliaco und seine Vorgeschichte 1312-21, in Recherches de théol. ane. et médiéu., 5 (1933), pp. 391-422; M. De Wulf, Histoire de la philosophie médiéu., III, 6a ed., Lovanio e Parigi 1947, pp. 143-44, 159. Anneliese Maier