GIOVANNI DI RAGUSA

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GIOVANNI di Ragusa. – Domenicano, una delle principali figure del Concilio di Basilea (1431-48), n. a Ragusa dalla nobile famiglia Stojković ca. il 1390-95, m. nell'ott. - nov. 1443. In gioventù si fece domenicano nel convento di Ragusa. L'8 nov. 1420 conseguiti a Parigi il dottorato in S. Scrittura e poco dopo (1423) fu inviato ambasciatore dell'Università di Parigi presso Martino V al Concilio di Pavia-Siena. Tornato alla cattedra di Parigi, vi rimase fino al 1429, in cui fu eletto procuratore del suo Ordine presso il Papa.

Fu compagno del card. Giuliano Cesarini in Germania contro gli ussiti e, trattenuto questi dalla legazione boema, fu delegato dallo stesso Cesarini ad aprire il Concilio di Basilea (23 luglio) e a presciderlo sino alla sua venuta (9 sett. 1431). Dal genn. all'apr. 1433 combatté per la Comunione sotto una sola specie, contro Giovanni Rokicana del partito boemo. Assieme con Enrico Menguer e Simone Freron, fu inviato a Costantinopoli, dove rimase dal 1435 al 1437, quale legato del Concilio per trattare l'unione con i Greci. Al suo ritorno a Basilea, divisisi gli animi dei Padri, in un primo tempo parteggiò con il Cesarini per Eugenio IV, ma poi, datosi ai dissidenti, rappresentò la maggioranza, contraria al Papa e alla continuazione del Concilio a Bologna. Il 10 ott. 1438, dall'antipapa Felice V, fu creato vescovo di Ardijsch in Valacchia e il 12 ott. 1440 cardinale del titolo di S. Sisto.

Scrisse un'operetta sugli inizi del Concilio di Basilea, un trattato circa l'unione con la Chiesa dei Boemi e vari discorsi.

Bibl.: Oratio ad I articulum Bohemorum, in Sacrosancta Concilia, ed. F. Labbe e G. Cossart, XII, Parigi 1672, pp. 1013-1159; Initium et prosectu Basileensis Concilii, in Monumenta conciliorum generalium saeculi XV, ed. F. Palacky, I, Vienna 1857, pp. 1-131; Tractatus quomodo Bohemi reducit sunt ad unitatem Ecclesiae, ibid., pp. 135-236. Raccolta dei manoscritti in R. Becr. Eine Handschriftenschenkung aus dem Jahre 1443 (Joannes de Rausio's Bibliotheek), in Serta Harteniana, 11, 1896, pp. 270-74; Quétif-Echard, I, pp. 206 b, 707-909; II, p. 523; B. Atlaner. Zur Geschichte der Handschriftensammlung des Kardinals Johannes von Ragusa, in Historisches Jahrbuch der Görres-Gesellschaft, Monaco 1927, pp. 730-732.