GIOVANNI il Presbitero. — Supposto discepolo degli Apostoli, vissuto ad Efeso. Ne fa cenno s. Dionigi di Alessandria (ca. 255) : ne congettura l’esistenza per criteri interni (B. Allo [V. BIBLICA.], pp. cxciii sgg., cc sgg.) dall’Apocalisse che gli attribuisce; e parla, solo per sentito dire, del duplice sepolcro ad Efeso dell’Apostolo e di costui (Eusebio, Hist. eccl., VII, 25). Eusebio (ibid., III, 39; PG 20, 296 sgg.) ne afferma l’esistenza.
La deduce dal frumento in cui Papia attesta la sua cura nell’informarsi della viva dottrina degli Apostoli: “touò tòn pèrèpòtèròv. ... λόγους, τί ‘Ανδρέας... εἰσχεν... τί ‘Ιωάννης ἢ Μάτθαῖος ἢ τίς ἕτερος τόν τοῦ Κυρίου μάθητῶν, ἄ τί ‘Αριστίων καὶ ὁ περὶσύρτος ‘Ιωάννης, τοῦ Κυρίου μάθητῶν, λέγουσιν. G. è nominato due volte : prima con il gruppo di 6 Apostoli, al passato (εἰπεν), ed è certamente l’apostolo G.; quindi con Aristione al presente (λέγουσιν), e sarebbe quel G. di cui s. Dionigi; autore probabile dell’Apocalisse. Escluso quest’ultimo punto, s. Girolamo (De vir. ill., 18 sgg.) accettò l’opinione d’Eusebio; opinione condivisa da parecchi cattolici (E. Jacquier, M.-J. Lagrange, B. B. Allo, ecc.) e da moltissimi acattolici che attribuiscono a G. il P. l’Apocalisse e talvolta anche il IV Vangelo. Ma l’argomentazione di Eusebio non regge; è frutto di un pregiudizio : vuol negare all’Apostolo l’Apocalisse. Siccome questi era ancora vivente, Papia, dopo la testimonianza passata (εἰπεν), richiede quella presente; lo chiama ὁ περὶσύρτος, come poco innanzi ha chiamato gli Apostoli; nel frammento, περὶσύρτος equivale senz’altro ad «apostolo» (A. Casamassa [V. BIBLICA.], p. 186). Tutta la tradizione, incominciando dall’informatissimo Ireneo, ignora questo G. il P.; che, comunque, non avrebbe proprio nulla a che vedere con l’Apocalisse e il IV Vangelo (J. Chapman, O. Bardenhewer, F. X. Funk, M. Lepin, A. Casamassa, ecc.; tra gli acattolici, Th. Zahn, F. Büchsel, ecc.).
GIOVANNI IL PRESBITERO – GIOVANNI DA RIMINI
forth Gospel, Oxford 1911; M.-J. Lagrange, Évangile selon St Jean, 3ª ed., Parigi 1927, pp. XXIX-XXXIX; P. De Ambroggi, Appunti sulla questione di G. P. presso Papia, in Scuola cattolica, 1 (1930, n), pp. 374-386; id., G. apostolo e G. p.: una persona o due?, ibid., 2 (1931, n), pp. 304-314, 386-96; E. B. Allo, L'Apocalypse, 3ª ed., Parigi 1933, p. CLXXXVIII; A. Casamassa, I Padri Apostolici, Roma 1938, pp. 184-87; G. Perrella, Il testo di s. Papia circa G. l'anziano, in Divus Thomas, 43 (1940), pp. 47-56; H. Simon-G. Dorado, Notum Testamentum, 1, Torino 1944, pp. 140-43.