GIOVANNI di SAN PAOLO. - Benedettino e poi cardinale, m. tra il 1214 e il 1215. Pare accertata l'identità con l'omonimo medico della scuola salernitana, autore di alcuni libri di medicina.
G. fu certamente monaco (forse rettore o abate) di S. Paolo fuori le mura. Creato cardinale di S. Prisca nel 1193 da Celestino III, ebbe grande influenza sotto questo Papa, il quale morendo (1197) pare lo volesse successore. Anche con Innocenzo III G. partecipò largamente al governo della Chiesa. Fu inviato come legato pontificio nel 1198 a Marwald d'Anweiler, duca imperiale della Marca anconitana che insidiava i diritti del Pontefice. Negli aa. 1200-1201 era legato pontificio contro gli Albigesi di Narbona e di Provenza e si adoperò anche per risolvere la questione di Filippo Augusto con la moglie
Ingeberga (Concilio di Soissons, marzo 1201). Da una testimonianza di Giraldo di Cambrai del 1200 si sa che G. era in quel tempo penitenziere del Papa, il primo che si conosca in tale carica, nella quale rimase anche dopo la sua elezione a vescovo di Sabina (fine del 1204). G. è noto soprattutto per il valido appoggio prestato a s. Francesco e al suo Ordine nascente, avendo difeso presso il Papa e ottenuto nel 1209 (o 1210?) l'approvazione della prima Regola francescana, forse per intercessione del vescovo Guido di Assisi. G. morì prima del IV Concilio Lateranense.