GIOVANNI (MOULIN) di San Sansone. - M. stico carmelitano, molto stimato, n. a Sens il 19 di C. 1571, m. a Rennes il 14 sett. 1636. Diventato cieco a tre anni si consacrò, ancor giovinetto, alla vita spirituale, facendosi leggere le opere dei maggiori maestri di spirito. Spogliatosi dei beni di famiglia per praticare nel mondo la povertà evangelica, entrò in contatto con i Carmelitani di Parigi; da qui passò al convento di Dol, dove fu ricevuto come fratello laico all'età di 35 anni. Si portava allora a compimento la riforma Turonense ed egli ne diventò il maestro spirituale con l'insegnamento orale e con i molteplici scritti; alla sua scuola si formò una schiera di mistici insigni. G. è stato chiamato il «Giovanni della Croce» francese.
Caratteristica della sua spiritualità è la decisione con cui porta alle ultime conseguenze i fondamenti della mistica cattolica. Dio è un mare infinito al quale tutte le creature come fiumi devono ritornare; una formace mensa di amore in cui tutti dobbiamo essere bruciati. Condizione indispensabile è la morte e l'annientamento spirituale della creatura. La vita mistica non è altro che Dio appreso ineffabilmente; la sua anima è l'amore ferrante, onde un certo volontarismo in G. La vita mistica è necessaria alla perfezione cristiana; fuori di essa resta una sola via aperta alla santità: la via delle tribolazioni. Quindi G. estende a tutti la vocazione alla vita mistica, e assicura che a tutti sarà concessa se si saranno fedelmente esercitati nella virtù, almeno in fin di vita.
Le opere di G. furono raccolte dal carmelitano Dozziano di S. Nicola, in 2 voll. in-fol.: Les oeuvres spirituelles et mystiques du divin contemplatif f. Jean de St-Samson (Rennes 1658-59). Tra le molte altre edizioni parziali e raccolte di sentenze sono da notarsi le due più recenti di M. Van den Bossche, Actes de la vie chrétienne (Parigi 1938), e S. M. Boucheraux, Directions pour la vie intérieure (IV 1947).
Bartolomeo M. Xiberta