GIOVANNI di San Tommaso. - Teologo do- menicano, n. a Lisbona dalla nobile famiglia Poinsot il 9 luglio 1589, m. a Fraga (Aragona) il 15 giugno 1644. Studiò lettere a Coimbra (1605) e teologia a Lovanio (1606-1609). Religioso a Madrid il 18 luglio 1610, volle chiamarsi a Sancto Thoma, in omaggio all'Aquinate. Insegnò a Madrid e a Plasencia (1620-25), poi fu reggente nello Studio di S. Tommaso di Alcalá, dove strinse amicizia con Pietro de Tapia; nel 1630 gli venne affidata la cattedra vesperina dell'Università di Alcalá e nel 1641 anche la cattedra primaria. Due anni dopo, il re Filippo IV lo chiamava a Madrid come confessore e consigliere.
Scrisse dal 1632 al 36 le singole parti che costituirono il Curus philosophicus Thomisticus (9 voll., Roma 1637-38). Anche il suo Curus theologicus, edito prima separatamente (in 7 voll. dal 1637 al 1637), fu ripubblicato tutto insieme (Lione 1663). Successivamente vi si aggiunse un ottavo volume (De Sacramentis, Parigi 1667). Tutto il Curus fu ridotto a Colonia (1711), a Parigi (1883) e recentemente dai Benedettini di Solcmes (voll. I-IV, Parigi 1931-46). Gran successo ottenne pure il catechismo (Explication de la doctrina christiana (Madrid 1640).
G. di S. T., molto stimato per la santità della vita, è quanto alla dottrina uno dei più grandi tomisti. I trattati che maggiormente sviluppa sono quelli sulla natura della teologia, la libertà umana, la conoscenza riflessa, la potenza obbedienziale e la santificazione della b. Verzine. Classico è il suo trattato sui doni dello Spirito Santo.
Alfonso D'Amato