GIROLAMO da TREVISO, il VECCHIO. - Pittore, n. a. Il 1450 e m. ca. il 1496. Ricordato come appartemente alla famiglia Pennacchi, sussistono tuttavia dubbi sul suo casto, tanto più che nelle sue opere certe egli si firma soltanto «Hieronymus Tarvisio».
Perduti gli affreschi e la pala che egli nel 1470 avrebbe dipinto per la cappella Spineda in S. Niccolò di Treviso, l’unica opera della sua giovinezza, che lo rivela seguace dell’ambiente squarcionesco è il S. Girolamo (firmato e datato) della collezione Piccinelli a Seriate presso Bernardo. Caratteri simili si ritrovano nella Pietà di Brera e nell’affresco, recentemente attribuitogli, con lo stesso soggetto, nella chiesa degli Erremitani a Padova. Dopo l’esperienza padovana, il pittore dovette recarsi a Venezia e influssi antonelliani si ritrovano nella Pala del fiore del duomo di Treviso, datata 1487, cui si avvicina una Madonna, firmata, già in collezione Weber ad Amburgo, e un’altra nella casa d’arte Boehler di Monaco (già a Dessau), nelle quali è anche evidente una derivazione da modelli belliniani. L’influsso di Bellini è anche presente nella Trasfigurazione dell’Accademia di Venezia, parte superiore di una pala andata distrutta e dipinta nel 1488 per la chiesa di S. Margherita a Treviso. Firmata e datata 1493 è la pala proveniente da Collalto nel Friuli, ora all’Accademia veneziana, che, con la Madonna e quattro santi del duomo di Treviso (proveniente da S. Vigilio) mostra anche il decadimento dell’arte del pittore che tenta di tener dietro fiaccamente ai movimenti artistici del tempo suo.