GIROLAMO da TREVISO, il GIOVANE. - Pittore, scultore e architetto, n. a. Treviso nel 1497 (?) e m. nel 1544 all’assedio di Boulogne in Francia. Da documenti bolognesi è risultato esser figlio di un Tomaso e cade quindi l’ipotesi della sua appartenenza alla famiglia di Pier Maria Pennacchi.
Nel 1525 è a Bologna e riceve l’allogazione di un rilievo per la porta di S. Petronio e l’anno successivo per le Storie di s. Antonio della cappella Guidotti nella medesima chiesa. Negli anni 1527-28 sarebbe poi stato, secondo il Vasari, a Genova per dipingere la facciata di casa Doria, donde si sarebbe allontanato per contrasti con Perin del Vaga, tornandosene a Bologna. Nel 1530 doveva essere nuovamente a Venezia, ché nel 1531 avrebbe dipinto una pala per S. Salvatore, mentre del 1532 erano i perduti affreschi mitologici di casa Odoni. Nel 1533 affresca l’abside della Commenda a Faenza: poi è nuovamente a Bologna nel 1537 ed infine, per malumori con altri artisti, lascia l’Italia per andarsene in Inghilterra alla corte di Giorgio VIII quale ingegnere militare. Tra le sue opere giovanili, dopo che il Longhi ha assegnato al Pala il quadro con S. Rocco tra s. Girolamo e s. Sebastiano della sacrestia di S. Maria della Salute a Venezia, è da ricordare il Noli me tangere in S. Giovanni in Monte a Bologna, oltre i già citati affreschi con Miracoli di S. Antonio in S. Petronio; in seguito la sua arte risente dell’influsso di Dosso e del Pordenone, nonché di quello di Raffaello e del Parmigianino, specialmente visibili negli affreschi faentini del 1533. Rappresentano tuttavia questi un chiaro punto di arrivo, dopo le incertezze delle prime opere.