GIUDAIZZANTI

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GIUDAIZZANTI. - Così furono chiamati in Russia sul finire del sec. XV (1487-1503) i negatori della Trinità, frequenti specialmente a Novgorod ma anche presenti nella corte del granduca di Mosca Giovanni III (1462-1505). Forse vi erano arrivati con la moglie del figlio da lui avuto dal matrimonio con Elena, oriunda dalla Moldavia, mentre quelli di Novgorod si diramarono fino a Kiev e poi nei Balcani.

I loro libri erano in gran parte opera di ebrei, come la Logica di Aristotele che porta l'influsso di Mosè Ma- monide, o l'opera astrologica Le sei ali che risale al giudeo francese Bonfils di Tarascon. Adoperavano anche scritti cabalistici. Loro cura fu quella di procurarsi versioni dirette dall'ebraico dei Libri Sacri in antico slavo, il che significò per quel tempo una grande novità. Perciò i g. apportarono qualche cosa di originale nella cultura russa. Gennaio (v.), arcivescovo di Novgorod, denunciò subito i g. presso il metropolità di Mosca, ma non riuscì a far accettare i suoi severi metodi se non nel terzo Sinodo (1504) celebrato contro i g. i cui capi furono condannati a morte. Gennaio fu sostenuto da Giuseppe di Volakalmak, contrastato a sua volta da alcuni circoli di Mosca e da alcuni eremiti abitanti presso il fiume Sorus, segnatamente da Nilo Sorskij. La Chiesa russa respinse, insieme con le eresie dei g., le loro novità culturali. Può darsi tuttavia che la versione della Bibbia curata da Gen- nado sia dovuta all'opera dei g. La vittoria sui signifi- cò anche un più stretto isolamento della Russia dall'Occidente.

BIBL.: A. M. Ammann, Storia della Chiesa russa e dei paesi limitrofi, Torino 1948, indice. Alberto M. Ammann