GIUDEA

GIUDEA. - Appellativo (gr. Ἰουδαία, lat. Iudaea) adoperato assolutamente o con γῆ (Io. 3, 22) o χώρα (Mc. 1, 5), in uso dai primi tempi ellenistici (F.-M. Abel [V. BIBLICA.], I, p. 314 sg.) negli scritti pagani, nei libri dei Maccabei, in Flavio Giuseppe, nel Nuovo

Testamento (Mt. 2, 1.5.12, ecc.; Lc. 1, 65; ecc.), per indicare la regione ad ovest del Giordano, comprendente i territori delle antiche tribù di Giuda, Beniamin, Dan e parte di Ephraim (cf. Plinio, Hist. natur., V, 14). In senso più largo, fu denominata G. tutta la Palestina, secondo l'uso dei Romani (Lc. 1, 5; 4, 44; ecc.; cf. Tacito, Hist., II, 78; V, 9; Svetonio, Claud., 28).

La G. propriamente detta stava tra l'Idumea a sud (seguendo una linea che partendo dal mare tra Azoto e Ascalon, per Bethsur, termina a Engaddi), la Samaria a nord, e tra il Giordano e il Mediterraneo.

È regione in maggior parte montuosa (cf. Lc. 1, 65) tra i 700 e i 1000 m. sul mare; aspra, con burroni; degrada lentamente verso ovest, con la fertile pianura nota con il termine di Išphelāh. I declivi orientali invece, che scendono spesso a precipizio sul Mar Morto, da el-'Aṣūr fino all'estremità meridionale di esso (ca. 80 km.), passando nei pressi di Ephrem, Bethel, Gerico e Betlemme, costituiscono il «deserto di Giuda» (Mt. 3, 1), di ca. 1700 kmq. (F.-M. Abel, I, pp. 104 sgg., 436).

Al ritorno dall'esilio, i ca. 50.000 rimpatriati, quasi tutti della tribù di Giuda (donde l'appellativo «giudeo», che solo Geremia usò, ma come semplice sinonimo di «popolo d'Israele» [Ier. 31, 12] e in opposizione ai Moabiti [ibid. 40, 11 sg.], ai Caldei [ibid., 38, 19; 41, 1], e agli Egiziani [ibid. 44, 1]), si concentrarono nel raggio di ca. 20 km. intorno a Gerusalemme, se si eccettanno Lidda a ca. 44 km. a nord-ovest di Gerusalemme, Gerico e Senaa (sulla forte posizione di Hirbet el-'Awğā el-Fōqah: cf. F.-M. Abel, II, p. 455) ad est. A sud infatti arrivarono a Nefūrah, 7 km. ca. più giù di Betlemme; mentre a sud-est si fermarono a Hebron. A nord, dopo Anathoth, Rama, e le quattro città della confederazione gabaonita, cioè Gabaon (el-Ĝib), Cariathiarim, Cephira (Kefīrah), Beroth, arrivarono a Bethel (Bejūn) con la vicina Hai (Estd. 2, 20-25).

Le riforme di Esdra e Neemia eliminarono le contaminazioni di elementi estranei, e la G. con Gerusalemme rimase sempre il vero focolare del giudaismo; centro della vita religiosa e nazionale. Vi abiteranno le più ricche e illustri famiglie, l'aristocrazia sacerdotale e laica. Al tempo di Gesù la si trova quasi interamente popolata da Israeliti di razza e religione, che sentono tale loro superiorità; sono esclusivisti e rigidi osservanti della Legge e delle tradizioni; aspri e severi, come la loro regione; dallo spirito angusto e litigioso, sospettosi verso gli altri (L. Szczepanski [V. BIBLICA.], p. 218).

Nulla si sa dello sviluppo territoriale della rinata nazione fino alla gloriosa insurrezione maccabaica. Il prode Giuda portò i suoi guerrieri in Idumea e contro altri vicini (cf. I Mach. 5, 3-6, 65; II Mach. 10, 16), solo per liberare o vendicare gli jahwisti perseguitati. Ionathan poté annettere alla G. i tre distretti di Ephraim, Lidda e Ramatham, al confine con la Samaria (I Mach. 11, 34), e quello di Accaron (ibid. 57; cf. 10, 89). Il fortunato Giovanni Ircano (135-104 a. C.) nel 126 a. C. conquistò l'Idumea e costrinse i suoi ultimi abitanti a fondersi con i Giudei; nel 109 fu distrutta Samaria e conquistata Scitopoli (Bejsān), il cui possesso diede ad Ircano il dominio della pianura di Esdrelon e l'accesso alla Galilea (Flavio Giuseppe, Antiq. Iud., XIII, 250-80). L'impetuoso Alessandro Ianneo (103-76 a. C.) annesse una larga striscia della Transgiordania fin sopra al lago di Tiberiade e conquistò la Galilea.

Quando pertanto Erode (37-4 a. C.) conquistò il Regno donatogli dai Romani, questo si estendeva già dall'Idumea alla Galilea. Nel 30 a. C. ebbe da Augusto le città di Gerico, Gadara, Hippo, Samaria, Anhedon, Ioppe, Turris Stratonis (= Cesarea di Palestina); nel 23 a. C. ricevette la Traconitide, la Batanea (con le annesse regioni); nel 20 a. C. la tetrarchia di

Zenodoro a nord del lago di Genesareth. Il suo Regno (la G. nel senso largo: Lc. 1, 5) abbracciava pertanto tutta la Palestina cisgiordanica (eccettuati i distretti di Ascalon e di Scitopoli); e a nord arrivava fino ai Wādī el-Karn, da dove verso est il confine raggiungeva Bānijās. Nella Transgiordania, aveva tutta la regione tra l'Hermon e il Jarnūk; più la Perea (dalla città di Pella fino all'Arnon). Comprendeva dunque 6 regioni: Idumea, G., Samaria, Galilea, Batanea, Perea.

Alla morte di Erode, Archelao (4 a. C.-6 d. C.) ebbe le prime tre, con il titolo di etnarca; Erode Antipa (4 a. C.-39 d. C.) la Galilea e la Perea, con il titolo di tetrarca; Filippo (4 a. C.-34 d. C.), come tetrarca, ebbe la Batanea (con la Traconitide, l'Auranitide, la Gaulanitide, e l'Ulata, cioè l'Iturea di Lc. 3, 1). Salome (4 a. C.-10 d. C.) ebbe le città: Azoto, Iamnia, Archelaide, Fasaelide. Deposto Archelao, con i suoi territori fu costituita la provincia Iudaea, distretto dipendente dalla provincia imperiale di Siria, PROCURA (v.) romani (6-41, 44-66 d. C.). Erode Agrippa I, con il titolo di re (37-44 d. C.), ebbe la Batanea (dal 37), la Galilea e la Perea (dal 39) e infine l'Idumea, la G. e la Samaria con tutte le città marittime (dal 41); ebbe dunque tutto il regno di Erode, ma per pochi anni.

Dalla morte di Erode Agrippa I (44 d. C.) in poi, tutto il territorio passò ai procuratori romani, eccettuata la Calcièe, data a Erode, fratello del precedente (41-48 d. C.), e quindi ad Agrippa II (50-100 d. C.), che dal 53 alla sua morte ebbe anche la Batanea con l'Abilene. Dopo l'insurrezione giudaica e la vittoria di Tito (66-70 d. C.), la provincia di G., resa indipendente dalla Siria, fu retta da un legatus Augusti pro praetore dell'ordine dei senatori (cf. Fl. Giuseppe, Antiq. Ind., XIII-XVII). - Vedi tav. LI.

BIBL.: E. Schürer, Geschichte des jüdischen Volkes, I, 4ª ed., Lipiia 1901, pp. 1-507; L. Szczepanski, Geographia historica Palestinae antiquae, Roma 1926, pp. 178-93, 196 sg., 200 sgg., 212-23; R. Köppel, Palästina. Die Landschaft in Karten und Bildern, Tubinga 1930, pp. 27 sgg., 71, 88 sgg., 110 sgg.; M.-J. Lagrange, Le judaïsme avant Jésus-Christ, Parigi 1931, pp. 31-34, 47-61, 91-108, 131-48, 164-236; F.-M. Abel, Géographie de la Palestine, I, ivi 1933, pp. 104 sgg., 281 sgg., 314 sgg., 436; II, ivi 1938, pp. 147 sg., 162 sgg.; J. Bonsirven, Le judaïsme palestinien, I, ivi 1935, pp. 9-14, 18-22; A. Vaccari, La S. Bibbia, III, Firenze 1948, pp. 394, 401, 403; A. Médebielle, Eudras-Néemie (La Ste Bible, ed. L. Pirot, 4), Parigi 1949, p. 290.

Francesco Spadafora

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“GIUDEA.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 432. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/giudea.