Si fece religioso (1487) e professò nel convento di S. Apollinare di Pavia, pur rimanendo affilato a S. Maria di Castello di Genova. Dopo 18 anni d'insegnamento, chiusi con un biennio come baccelliere «sentenzario» a Bologna, fu ai primi di sett. 1514 creato vescovo di Nebbio in Corsica. Partecipò alle due ultime sessioni del V Concilio Lateranense (1516-17). Per la sua perizia nelle lingue orientali venne allora chiamato da Francesco I di Francia a fondare la cattedra di ebraico nell'Università di Parigi, che occupò per quasi un quinquennio. Fu amico di Pico della Mirandola, Erasmo, Tommaso Moro, ecc. G. s'era proposto di pubblicare una Bibbia poliglotta, arricchita di scoli e commentari. Ma non poté pubblicare che una minima parte. Si citano Psalterium Hebraeum, Graecum, Arabicum et Chaldaicum cum tribus latinis interpretationibus et glossis (presso P. P. Porrus, Genova 1516). È la prima opera del genere pubblicata in Europa. G. vi ha inserito, commentando Ps. 18, 5, COLOMBA (v.).
GIUSTINIANI, AGOSTINO
BIBL.: Quétif-Echard, II, pp. 96 a-100 a; B. Heurtebize, s. V. in DB, III, col. 246; R. A. Vigna, I vescovi domenicani liguri ovvero in Liguria, Genova 1887, pp. 216-24. A. Biele Reidenrieda