papa Giulio III

7 febbraio 1550 – 23 marzo 1555

GIULIO III, papa - Ritratto, dipinto di Scipione Pulzone da Gaeta (ca. 1550) - Roma, Galleria di Palazzo Spada.

Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Papi, antipapi, documenti pontifici Papi

GIULIO III, PAPA

English Cita

Noto anche come: francese: Jules III; Giovanni Maria Ciocchi del Monte, Giovanni Maria del Monte; latino: Iulius III

GIULIO III, PAPA. - Giovanni Maria Ciocchi del Monte, n. a Roma il 10 sett. 1487, m. ivi il 23 marzo 1555. Studiò lettere sotto la guida di Raffaele Lippo Brandolini, giurisprudenza a Perugia e a Bologna. Arcivescovo di Siponto, per due volte governatore di Roma sotto Clemente VII, vicelegato di Bologna sotto Paolo III, uditore della Camera Apostolica, cardinale (22 dic. 1536), rappresentante di Paolo III nel Concilio di Trento, aveva larga cultura ed esperienza.

Dopo un lungo Conclave, difficile per le contrastanti ingerenze e le molte esclusive di Carlo V e di Enrico II di Francia, fu eletto (7 febbr. 1550) per un accordo fra le fazioni, come politicamente neutrale e non mal veduto anche dalla parte che mirava a una riforma della Chiesa. Si dimostrò nell'inizio proclive alla pace e desideroso di riforma. Dopo lunghe trattative con l'Imperatore e il re di Francia, riconvocò per il 1º maggio 1551 il Concilio a Trento e vi nominò primo presidente il card. Crescenzi, uno dei migliori. Il Concilio, non riconosciuto dalla Francia, soggetto alle ingerenze imperiali e spagnole, condusse tuttavia innanzi i suoi lavori, finché la minaccia di Maurizio di Sassonia e dei protestanti costrinse il Papa a sospenderlo (15 apr. 1552).

Frattanto si era accesa in Italia la guerra. Ottavio Farnese, a cui G. aveva restituito Parma, non volendogli l'Imperatore dare Piacenza e minacciando anche Parma, si era stretto alla Francia, incurante dei brevi del Papa, che, per inclinazione sua e per la necessità dell'appoggio imperiale contro i protestanti, piegava verso Carlo V. Per schiacciare quel « povero verme », G. si dovette porre nelle mani dell'Imperatore, nonostante la minaccia di uno scisma francese; dichiarò decaduto Ottavio dal feudo (22 maggio 1551), e, invasa dai Farnese e dai Francesi la Romagna, tolse a quelli Castro. Ma una impresa contro Parma e Mirandola, capitanata da Ferrante Gonzaga governatore di Milano, fallì: Roma stessa era vogliosa di pace. Fu conchiuso un armistizio tra il Papa e i Francesi, con la restituzione di Castro (29 apr. 1552). G. ritornò allora, come « padre della cristianità » a pensieri di pace: e, pure mantenendosi nel complesso favorevole a Carlo V e a Cosimo de' Medici, assunse atteggiamento di mediatore nella guerra di Siena.

E continuò a spiegare attività non trascurabile per la difesa e la propagazione della fede e l'opera di riforma. Confermò l'Inquisizione romana, ma la tenne gelosamente immune da ingerenze di principi laici e fu piuttosto incline a mitezza: poche le esecuzioni di eretici, accordata l'assoluzione anche a chi abiurasse in segreto. Si adoperò a mantenere nella fede cattolica la Polonia; promosse e festeggiò il ritorno dell'Inghilterra, con Maria Tudor, all'obbedienza di Roma, e al legato card. Pole accordò larghissime facoltà per la sanatoria ai possessori di beni ecclesiastici confiscati nel periodo dello scisma.

GIULIO III, papa - Ninfeo della Villa Giulia, fatta costruire da G. III (1555). Opera di Bartolomeo Ammannati, G. Vasari e Vignola su disegno di Michelangelo - Roma.
GIULIO III, papa - Ninfeo della Villa Giulia, fatta costruire da G. III (1555). Opera di Bartolomeo Ammannati, G. Vasari e Vignola su disegno di Michelangelo - Roma.(fot. Anderson)

Si occupò attivamente della evangelizzazione dell'America e delle Indie, facilitando l'inizio dell'opera di missionari e creando vescovati, quantunque imprudenze di religiosi, e, più assai, ingordigia e corruzione di laici impedissero i successi sperati. Ottenne di riunire alla Chiesa romana i nestoriani della Caldea e tentò di riunire i copti dell'Abissinia. Per la riforma istituì commissioni di cardinali, includendovi uomini egregi e partecipando ai lavori; vietò le ingiustificate cessioni di benefici; propose (16 sett. 1552) un vasto programma e fece preparare, dopo molti studi, una bolla, che riguardava papa e prelati, clero secolare e regolare, benefici ecclesiastici, Segnatura, Penitenzieria, predicazione, indulgenze: la morte gli impedì di pubblicarla. Aveva, quasi all'inizio del Regno, confermato le costituzioni della Compagnia di Gesù (21 luglio 1550): eresse poi e affidò a questa il Collegio Germanico per l'educazione a Roma di giovani tedeschi, futuri campioni contro l'eresia (31 ag. 1552).

Nonostante le strettezze finanziarie, diede favore a uomini dotti, all'Università romana, alla Biblioteca apostolica. Ebbe elogi non disinteressati e dediche di opere dal Giovio, dall'Aretino, dal Condivi; ebbe dal Palestrina, nominato da lui maestro di cappella in S. Pietro, la dedica di un volume di Messe a quattro voci. Diede onori e alto emolumento a Michelangelo, che, nonostante le opposizioni, confermò supremo architetto di S. Pietro; fece costruire dal Vignola e dall'Ammannati la sua magnifica «Vigna di papa Giulio» fuori Porta del Popolo, restaurare dal Vignola il Palazzo, che fu detto poi di Firenze, disegnare e decorare dal Vasari e dall'Ammannati la Cappella sepolcrale in S. Pietro in Montorio.

Vigoroso ed alto di statura, ma d'aspetto alquanto rozzo, colto, eloquente, pio, infaticabile, G. III difettò di fermezza e di tenacia. Animo mite, estraneo a superbia, era facile tuttavia agli impeti di collera, proclive a subiti entusiasmi e a scoraggiamenti. Amò soverchiamente gli scherzi, le feste, i banchetti, le cecce, il giuoco; assistette a spettacoli non corretti; una sua medaglia celebrava la «hilaritas publica». Diede troppo largo favore ai nipoti, pure non giungendo al grande nepotismo.

Bibliografia3 opere
BIBL.: A. Massarelli, Diaria V-VII, ed. S. Merckle (Conc. Trid. Diariorum, 2), Friburgo in Br. 1911, pp. 1-362; Pastor, VI, pp. 3-299 e passim (con vasta bibl.); A. Fliche-V. Martin, Hist. de l'Eglise, XVII, Parigi 1948, pp. 105-45. E inoltre la bibl. alla voce TRENTO, CONCILIO di Giovanni Battista Picotti

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Di Giovanni Battista Picotti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), coll. 758–761.

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Picotti, Giovanni Battista. “Giulio III, papa.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, coll. 758–761. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/giulio-iii-papa.

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Picotti, Giovanni Battista. “Giulio III, papa.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 758–761. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/giulio-iii-papa.

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