Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Religioni non cristiane Particolari

GIUNONE (IUNO)

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GIUNONE (Iuno). - Dea italica e romana. La classica figura della sposa di Giove, familiare dalla poesia latina, è soltanto un prodotto storico determinato in gran parte dall'influsso della poesia ellenica: G. in Italia ha un passato lungo e vario. Il nome della dea, non connesso con la radice di del nome di Giove, come si credeva un tempo, appartiene al gruppo di invenis, invenca, imix e cela in sé il significato di giovane (donna?), nuova (luna?). Il più antico culto italico e romano di G. conferma queste interpretazioni etimologiche. Fuori di Roma, G. è venerata intensamente in quasi tutti i centri del Lazio, nell'Etruria (dove il nome Uni proviene dal latino Iuno) e in territorio tosco-umbro.

In varie località essa assume l'importanza di una dea poliade, con caratteri di regina e di guerriera. Così nel Lazio, Iuno Sospes Mater Regina, a Lanuvio, che nella sua iconografia appare armata e vestita di pelle di capra; nel suo sacro recinto, in una grotta, dimorava un serpente sacro: quando esso non accettava il cibo offertogli da una donna (sacerdotessa?), ciò significava che questa non era vergine. Anche ad Ardea e nell'etrusca Veio G. porta il titolo di regina, a Tivoli, Falerii (Civita Castellana) ha l'epiteto Curitis o Quiritis (dal sabino curis = lancia?) e anche a Perugia è la dea protettrice della città. In questa sua posizione dominante essa è sola, senza uno « sposo » divino di pari rango. Nell'Etruria e altrove (Tivoli, Tuscolo, tracce anche a Roma), sotto influsso etru co, essa forma spesso coppia con Ercole. Dominano in lei i caratteri della femminilità: la capra, della cui pelle essa si veste a Lanuvio e che è la sua vittima a Falerii, esprime l'aspetto di fecondità della natura femminile. Ciò tuttavia non esclude che già in epoca arcaica essa potesse apparire quale sposa di Giove, come sembra fosse il caso ad Ardea: non solo perché l'identificazione di G. con la Hera omerica era corrente nell'immaginazione etrusca, ma anche perché la grande dea di natura ctònia poteva essere particolarmente adatta ad integrare il mondo del dio del cielo. A Roma, i documenti più antichi del culto di G. sono contenuti nel calendario cosiddetto di Numa. La dea qui fa coppia con Giove, anche senza alcun riferimento di mitico matrimonio: mentre i giorni di plenilunio (Idus) sono sacri a Giove, le Kalendae, le notti più oscure, quelle del novilunio, sono sacre a G. Essa riceve, infatti, sotto nome di Iuno Covella, un sacrificio ogni primo del mese nella Curia Calabra; e le feste dei suoi templi più importanti occupano, tutte, le Kalendae dei vari mesi. Nello stesso tempo la dea conserva tutte le sue caratteristiche di femminilità feconda. Le Nonac Caprotinae (7 luglio) sono una sua festa celebrata dalle donne e particolarmente dalle schiave, in forme licenziose: il carattere della festa, l'epiteto « Caprotina » dato anche alla dea e l'importanza che nella festa occupa un albero di capriccio mettono in rilievo il significato del suo culto. Anche nei Lupercalia - altra festa celebrata da persone vestite con pelle di capra, i Luperci - G. ha la sua parte: la notizia secondo cui la festa sarebbe stata celebrata in suo onore è isolata; ma la cinghia di pelle di capra con cui i Luperci picchiavano le donne per renderle feconde si chiamava in modo significativo amiculum Iunonis. Il suo uso risale, secondo la leggenda culturale, a un suggerimento di Iuno Lucina. Questa, che nel suo appellativo porta un'allusione alla luce, nel suo culto appare come protettrice delle donne partorienti; ha il suo santuario sull'Esquilino; la sua festa, 1º marzo, è una grande festa delle donne, detta popolarmente « Matronalia ». In iscrizioni di Norba, Iuno Lucina appare come sposa di Giove. Ma il culto pubblico romano ignora le parentele tra gli dèi: perciò quando il culto di Giove raggiunge la sua massima espressione nel culto capitolino, Iuno Regina, pur non essendo presente nel tempio a tre celle, non ha più quella parità di grado con il grande Dio, che si rivela dalla struttura del calendario: essa e Minerva sono al fianco di Giove, in posizione uguale e subordinata, nell'oedes Iovis capitolina. Nel periodo storico-religioso al cui centro sta il culto capitolino, G. avrà ancora templi e culti indipendenti di grande importanza: in questi sopravvivono i suoi caratteri originari, tanto più che gran parte di tali culti sono culti italici adottati ed opportunamente trasformati da Roma. Iuno Moneta sull'arce (Campidoglio), che ha la sua festa il 1º ott., appare come protettrice della città; nel suo recinto sono oche sacre alla dea. Iuno Regina viene « evocata » da Veio per opera di Camillo nel 392 a. C. Iuno Curritis proviene da Falerii. Iuno Sospita, arrivata da Lanuvio, perde la grotta del serpente, ma conserva l'iconografia: il suo santuario presso il Teatro di Marcello ha la sua festa il 1º febbr. Nella coscienza pubblica G., su modello di Hera olimpica, è considerata come sposa di Giove. Essa diventa, forse per questo e non si sa precisamente da quando, dea del matrimonio: in Iuno Pronuba, Iuno Iuga si sublimano forse le originarie divinità indipendenti Pronuba, Iuga ecc. Nel periodo sincretistico G. viene identificata con dee straniere, tra le quali la più importante è la Caelestis di Cartagine.

Iuno, in un altro senso, è la divinità particolare di ogni singola donna: come l'uomo ha il suo Genio, la donna ha la propria Iuno. Così è documentato dall'età augustea in poi, benché si parli anche del Genio di donne. Anche le dee hanno la propria Iuno: la Iuno Deae Diae figura nel rituale dei fratres Arvales.

Bibliografia4 opere
BIBL.: G. Wissowa, Religion und Kultur der Römer, 2 ed., Monaco 1912, p. 181 sgg.; Thulin, Juno, in Pauly-Wissowa, X, col. 1114 sgg.; E. L. Schields, Juno, Northampton, Mass. 1926; C. Koch, Der römische Juppiter, Francoforte 1937, p. 103 sgg.

Angelo Brelich

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), coll. 764–765.

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Altre voci di Angelo Brelich: GIOVE (IUPPITER) · GIANO (IANUS) · GENIO (GENIUS) · INDIGETI (DI INDIGETES) · FURRINA E FURRINALIA

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Brelich, Angelo. “Giunone (Iuno).” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, coll. 764–765. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/giunone-iuno.

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Brelich, Angelo. “Giunone (Iuno).” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 764–765. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/giunone-iuno.

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