GIUSEPPE da ARIMATEA. - Membro del Sidonio, Arimatea (v.). Era ricco, buono e giusto (Lc. 23, 50 sg.). Discepolo di Gesù in segreto, per timore dei giudei, quando gli altri sinedriti condannarono a morte il Salvatore egli non acconsentì, senza tuttavia rivelarsi apertamente (Lc. 23, 51; Io. 19, 38). Dopo la Crocifissione «osò recarsi da Pilato e richiedergli il corpo di Gesù» (Mc. 13, 43). Con l'aiuto di sindone (v.), e lo collocò nel suo sepolcro nuovo, scavato nella roccia del Calvario, e vi rotolò all'ingresso una grande pietra (Mt. 27, 59; Mc. 15, 46; Lc. 23, 53).
Leggende sul suo conto sonne contenute nell'apocrifo vangelo di Nicodemo. Secondo queste, G. d'A. avrebbe fondato la chiesa di Lidda. Avrebbe raccolto in un calice il sangue sgorgato dal costato del Crocifisso.
La Chiesa greca lo festeggia al 31 luglio, quella romana al 17 marzo. È nel *Martyr. Romanum* dal 1585.
Un apocrifo georgiano su G. d'A. fu tradotto in tedesco da A. von Harnack in *Sitzungsberichte d. Preuss. Akad.*, Berlino 1901, p. 920 sg.