dotata di virtù soprannaturali, nella quale, secondo
la saga celtico-francese, Gesù avrebbe consumato
l'ultima cena, e che Giuseppe di Arimatea, dopo
avervi raccolto il sangue sprizzante dalle ferite del
Crocifisso, avrebbe portato seco in Gran Bretagna
quando andò a compiervi opera di missionario. Il
nome stesso di G. e S. G., meglio che da sanguis
realis, pare debba derivarsi dal medio latino gra-
dalis = piatto, benché il carattere, ch'esso pure ebbe,
di dispensiere inesauribile di vivande, tolto al noto
motivo fiabesco del tavolino magico, abbia fatto
mettere il vocabolio in relazione con gradatim.
La leggenda del G., sorta forse al principio del sec. XII
in Spagna o nella Francia meridionale dall'unione di ele-
menti orientali e cristiani, ebbe tosto grande diffusione
e penetrò per tempo in leggende profane illustri, come
quella di Parsifal e, mediante l'introduzione di questo
ultimo tra i cavalieri della tavola rotonda, in quella
di re Artù, come appunto la si trova nel più antico poema
che sia rimasto intorno al G., quello di Cristiano di
Troyes, e nel più insigne, quello di Wolfram von
Eschenbach.
In questi poemi la preziosa coppa ha assunto il ca-
rattere di una gemma eccezionale, uno smeraldo di un
sol pezzo, custodita in uno splendido tempio sopra un
monte inaccessibile, il Monsalvato, e sotto la guardia
dei casti ed umili templari. Nel Venerdì Santo essa viene
sollevata in alto dagli angeli che vi depongono un'Ostia
consacrata da Dio medesimo. Specialmente
nel poema tedesco il G. assunse un più
profondo significato mistico ed etico, e di-
venne il compendio della Grazia divina e
della felicità terrena, simbolo a un tempo
di purificazione e di redenzione, e metà di
ansiosi e ardue ricerche di cavalieri, nei
quali si compiva così l'unione perfetta degli
ideali cristiani e cavallereschi.
La leggenda del G., la quale tende,
nella sua origine, a mostrare come la fede
cristiana sia stata portata direttamente dal-
l'Oriente alle regioni settentrionali d'Eu-
ropa, fu detta giustamente dal Bertoni «un
grande tentativo fatto dall'eresia per com-
battere la supremazia di Roma nella storia
della propaganda della dottrina della Chiesa,
e per sostituire un'altra autorità a quella
di s. Pietro».