ginali da Siena. N. ca. il 1571, m. a Roma il 13
genn. 1626. Le sue prime opere lo dimostrano ma-
nierista orientato verso il Barocci; in un periodo
più avanzato appare quale un caravaggesco di scarsa
grazia ma di notevole vigore.
Del suo primo periodo si conserva la pala dell'altar
maggiore nella Chiesa di S. Stanislao a Roma con il
Salvatore tra Santi polacchi (ca. 1594); il suo tardo pe-
riodo può illustrarsi con la Visione di S. Romualdo della
chiesa dei Camaldolesi presso Frascati, suo capolavoro (ca.
1619), con la Natività della chiesa di S. Giacomo in Au-
gusta a Roma (ca. 1620) e con S. Luca che dipinge la Ver-
gine della chiesa dei SS. Luca e Martina a Roma (ca.
1624), copiato da un quadro tradizionalmente attribuito
a Raffaello, oggi conservato nell'Accademia di S. Luca.
Molti quadri gli sono stati ultimamente attribuiti, talvolta
con scarso fondamento. La pala d'altare a S. Maria della
Scala a Roma, dipinta da A. G. nel 1602, si vede ora so-
stituita da una copia settecentesca.