Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Teologia morale Comandamenti e precetti

GRATITUDINE

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GRATITUDINE. - I. NOZIONE. - Dal lat. gratindo, è la virtù che inclina l'uomo a riconoscere (con la mente e con le parole) i benefici ricevuti e, almeno in qualche modo, a ricambiarli. S. Agostino la chiama «virtù con la quale si manifesta la volontà di ricordare i benefici e le amicizie» (De dicersis quaest., 83, p. 31: PL 40, 21). È connessa alla virtù della giustizia. A differenza dell'obbedienza e della pietà che importano un obbligo che si suole chiamare «legale», la g. importa solo un dovere di convenienza o «morale»; obbligo cioè il cui adempimento non si può esigere a rigor di giustizia, ma soltanto per una certa onestà od equità. La trasgressione di questo dovere raramente è così grave da costituire peccato mortale; tuttavia la sua pratica è di grande importanza, non solo per la vita spirituale, ma anche per una pacifica e gioconda convivenza umana.

La g. sorge soltanto da un beneficio ricevuto; la g., però, come virtù speciale sorge solo da benefici ricevuti da uguali o inferiori. Infatti la riconoscenza a Dio per i benefici da lui ricevuti si chiama virtù di religione: quella dovuta ai genitori appartiene alla virtù della pietà; quella infine che si deve ai superiori, da cui si ricevono i benefici del governo e del bene comune, si riduce alla virtù dell'osservanza.

Tre elementi costituiscono la virtù della g.: a) riconoscere e ricordare i benefici ricevuti; b) manifestare con parole la riconoscenza per il beneficio ricevuto; c) ricambiarlo con i fatti, per quanto è possibile (Sum. Theol., 2ᵃ-2ᵃc, q. 107, a. 2). Si potrebbero chiamare questi anche i tre gradi della virtù della g.

II. QUALITÀ

La g. dev'essere: a) pronta, si deve cioè manifestare subito appena ricevuto il beneficio (cf. ibid., 2ᵃ-2ᵃc, q. 107, a. 2); b) interna, e non solo esterna; deve cioè procedere da sincero, intimo affetto e non si deve semplicemente manifestare con fredde parole; c) umile, si deve cioè riconoscere che il beneficio è una cosa utile; chi infatti disprezza il dono, non si può dire dotato della virtù della g.; d) disinteressata; la riconoscenza che si esprime non deve avere lo scopo di procacciarsi nuovi e maggiori benefici, come spesso avviene nei mendicanti.

III. VIZI OPPOSTI ALLA G

Per eccesso si oppone la ricompensa del beneficio fatta o con una fretta smoderata o a chi non si deve, perché questo mostrerebbe piuttosto di non voler in alcun modo legarsi al benefattore (ibid., 2ᵃ-2ᵃᵉ, q. 106, a. 4). Vizio molto più frequente, e che si oppone alla g. per difetto, è l'ingratitudine. Può essere: a) materiale: quando, senza che ci sia vero disprezzo, o si trascura l'obbligo della g. oppure si fa alcunché contro il benefattore. Ordinariamente non oltrepassa il peccato veniale, anzi non è neppure un peccato speciale: è piuttosto una delle circostanze del peccato contro il benefattore. Si sogliono enumerare vari gradi di questa forma di ingratitudine: dissimulare il beneficio; non ringraziare; non riconoscere pubblicamente il beneficio ricevuto; b) formale: quando si disprezza il benefattore o il beneficio; può essere peccato grave se questo disprezzo offende gravemente il benefattore e così lede in modo grave la carità. I gradi di questa forma di ingratitudine sono: a) contraccambiare il bene con il male (cf. Ier. 18, 20); b) vituperare pubblicamente il beneficio. A questo modo peccavano gli Israeliti quando nel deserto si lamentarono di essere stati tratti fuori dall'Egitto; c) riputare il beneficio quasi un maleficio.

Bibliografia4 opere
BIBL.: Sum. Theol., 2ᵃ-2ᵃᵉ, qq. 106-107; O. Schilling, Theologia moralis, II, Rottenburg 1940, pp. 299-301, n. 355; B. H. Merkelbach, Summa theologiae moralis, II, 5ᵃ ed., Parigi 1947, pp. 793, 836-39, nn. 814, 875-80; Vl. Jankelévitch, Traité des vertus, ivi 1949, pp. 484-98.

Giuseppe Sette

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), coll. 1006–1007.

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Sette, Giuseppe. “Gratitudine.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, coll. 1006–1007. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/gratitudine.

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Sette, Giuseppe. “Gratitudine.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 1006–1007. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/gratitudine.

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